La notizia e i giornali che ci sono e non ci sono

Andrea Marcenaro

Ezio Mauro, Michele Serra, Roberto Saviano e Francesco Merlo lasciano Repubblica. Se ne vanno, i magnifici quattro, da un giornale che c’è, per trasferirsi in un altro che non c’è

C’è una notizia: Ezio Mauro, Michele Serra, Roberto Saviano e Francesco Merlo lasciano Repubblica anch’essi. Ma la suddetta notizia non è una notizia. Dato che c’è, e tuttavia non c’è. Poi c’è, nella notizia che non c’è, una notizia nella notizia. Se ne vanno infatti, i magnifici quattro, da un giornale che c’è, per trasferirsi in un altro che non c’è. Da un giornale, cioè, che un domani non ci sarà (per via della notizia che non c’è), a un altro che non esiste oggi come oggi. Forse domani, sempre che ci sia la notizia che non c’è. Questa notizia, la quale c’è, nel momento in cui non c’è, non compare così in alcun articolo. Sarebbe, se ci fosse, un pezzo tra i più letti. Non essendoci, nessuno potrà leggerlo. Peccato. Conquisterebbe, il pezzo che non c’è, il premio settimanalmente istituito dal direttore di Repubblica. Dove il direttore, anche lui c’è e non c’è, ma il premio non ancora.

  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.