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Andrà tutto bene?

Dicono che la frase suoni falsa, quando la confrontiamo a sera con i bollettini della Protezione civile. Ma contro i presagi angosciosi dovremmo far nostro l'insegnamento di Stefan Zweig

20 Marzo 2020 alle 06:00

Andrà tutto bene?

(foto LaPresse)

“Andrà tutto bene”. Dicono che la frase suona falsa, quando la confrontiamo a sera con i bollettini della Protezione civile. Ma come può una frase così indeterminata essere vera o falsa? Meglio accostarla non ai bollettini, ma a una frase altrettanto vaga che circolava nella Vienna della Belle Époque: Es kann dir nix g’schehn, “non ti può capitar nulla”. Stefan Zweig, ne “Il mondo di ieri” (1944), citava questa battuta di un dramma di Ludwig Anzengruber come motto dell’inguaribile spensieratezza viennese, una spensieratezza che negli anni Trenta cominciò a sembrargli dolorosamente incongrua. Mentre si preparava l’annessione hitleriana dell’Austria, i suoi amici “s’invitavano l’un l’altro a serate in marsina ed in smoking (non presagendo che avrebbero presto indossato l’abito da forzato dei campi di concentramento), affollavano i negozi per comprar doni di Natale per le loro belle case (non presagendo che pochi mesi dopo sarebbero state saccheggiate)”. Zweig, che di presagi angosciosi ne aveva fin troppi, proprio non riusciva a fischiettare con gli altri il “non ti può capitar nulla”. Anni dopo, però, dovette ricredersi: “Forse tutti quegli amici di Vienna erano in ultima analisi più saggi di me, perché essi soffersero soltanto quando la sventura veramente accadde, mentre io l’avevo già provata nella fantasia e la rivivevo una seconda volta nella realtà”. E noi, senza feste in smoking e negozi affollati, e soprattutto senza l’Anschluss alle porte, non dovremmo a maggior ragione fidarci di Zweig?

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Commenti all'articolo

  • agostinomanzi

    20 Marzo 2020 - 13:52

    La frase è infelice perché rimanda a un potere apotropaico della parola che invece non ha. Può capitare tutto, come sempre nella vita.

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    • kriszt49

      20 Marzo 2020 - 23:21

      Ho il cellulare pieno fino all’inverosimile di messaggi di ogni tipo (video, musica, disegno) contenenti queste tre parole: “andrà tutto bene”. Me li inoltrano amici, parenti, conoscenti chiedendo a mia volta di inoltrarli a più non posso. Chi arriva o rientra a casa dal lavoro, nel mio paese lo accoglie uno striscione, tipo stadio, appeso sulla ringhiera della piazzetta principale. “Andrà tutto bene”, scritto con lo spray azzurro su un lenzuolo bianco. Qui nel Sud c'è l’angoscia, spaventose le notizie del Nord. Non so come andrà. Spero tutto bene. kriszt49

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  • osvaldo.mascher

    20 Marzo 2020 - 11:00

    Va bene tutto anche la demenza di massa, e non preoccupiamoci che sia irreversibile, ce ne turberemmo. Dubitare di qualcosa si può ancora mentre si fischietta?. Lasciamo stare , hanno messo gli stereo sui balconi. Osvaldo Mascher

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  • Eufemia

    20 Marzo 2020 - 08:34

    Il sublime Sweig è morto suicida nel 1942.

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    • guido.vitiello

      20 Marzo 2020 - 10:35

      E infatti la frase non ripara dalle sciagure, aiuta solo a viverle una volta sola invece che ad anticiparle nella mente!

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