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Il pericolo di non chiarirsi le idee prima di affrontare le azioni che si impongono

In questi giorni di pandemia ho spesso il prurito di rivolgere a chi ci governa le celebri parole di Pericle

25 Marzo 2020 alle 06:00

Il pericolo di non chiarirsi le idee prima di affrontare le azioni che si impongono

(foto LaPresse)

I grandi rivolgimenti nella vita di una società – guerre, tsunami, terremoti, uragani, invasioni di rane e di locuste, stragi dei primogeniti, carestie e ovviamente epidemie – ingenerano negli spiriti sensibili allucinazioni di vario tipo. A volte queste si appuntano sul futuro, e prendono la veste della visione apocalittica; altre volte si posano sullo specchietto retrovisore, suscitando traveggole storicistiche. Così, alle soglie della Seconda guerra mondiale, Karl Popper proiettò sul fondale della Grecia antica il teatro d’ombre del duello fra società aperta e società chiusa, allucinando un Platone totalitario e un Pericle antesignano di Churchill. Ebbene, invoco il suo caso come circostanza attenuante, a riprova che anche una mente di gran lunga più solida della mia può inciampare in qualche tranello percettivo. Detto ciò, e premesse una serie d’altre cose – che la democrazia degli antichi non è quella dei moderni, e che il poveretto morì proprio nella peste di Atene – in questi giorni di pandemia ho spesso il prurito di rivolgere a chi ci governa le celebri parole di Pericle: “Non pensiamo che il dibattito arrechi danno all’azione; il pericolo risiede piuttosto nel non chiarirsi le idee discutendone, prima di affrontare le azioni che si impongono. Giacché anche in questo siamo differenti: sappiamo dar prova della massima audacia e nello stesso tempo valutare con distacco quel che stiamo per intraprendere; mentre, per tutti gli altri, l’ignoranza spinge all’ardimento, la riflessione induce ad esitare”.

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Commenti all'articolo

  • Yogurt

    25 Marzo 2020 - 11:17

    Su Popper possiamo affermare che sia stato un ottimo filosofo della scienza e non il massimo della filosofia politica.Le sue opere dimostrano quanto affermo nei due campi:"Logica della scoperta scientifica"&"Congetture e Confutazioni"&"La Ricerca non ha fine" sono un must dell'originale interpretazione epistemologica della "falsificazione" delle teorie scientifiche; vale a dire che, al contrario dei primi classici (Bacone e l'induzione),le generalizzazioni empiriche sono"falsificabili" ma non "verificabili" ."La Società aperta" invece dimostra la "debolezza teorica"("Platonismo" "Storicismo",Sociologia di superficie)dell'approccio scientifico (razionalità)alle dinamiche socioeconomiche e in ultima istanza politiche dell'Uomo: il concetto di "Buona Vita" per una società originerà n tipi di Buona vita quante sono le persone paradossalmente.E proprio nell'oggi pandemico,qui e ora, chi ci governa dimostra di non avere idee ma segue pedissequamente di volta in volta Regioni-Scienziati....

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  • Minerva

    25 Marzo 2020 - 10:07

    Grazie dal profondo del cuore !! In questi momenti bui in cui la ragione sembra vacillare e' fondamentale tenere accesa la sua luce, sperando che man mano la sua intensita' cresca e illumini sempre di piu'. Appelliamoci anche al Fato, e incrociamo le dita sperando che la pandemia non sia ciclica come con la spagnola e che la catastrofe economica sia solo un brutto incubo.

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