Buon Natale, dal profondo del cuore (e nel pieno rispetto della magistratura)

Guido Vitiello

La frase di Giorgia Meloni sul suo assessore regionale arrestato per voto di scambio politico-mafioso capovolge, nonché l’onere della prova, le celebri parole che Enzo Tortora rivolse ai suoi giudici

Chissà se qualcuno ci ha fatto caso, ma la frase di Giorgia Meloni sul suo assessore regionale arrestato per voto di scambio politico-mafioso – “Mi auguro dal profondo del cuore che Roberto Rosso dimostri la sua innocenza” – capovolge, nonché l’onere della prova, le celebri parole che Enzo Tortora rivolse ai suoi giudici prima che si ritirassero in camera di consiglio: “Io sono innocente; io spero, dal profondo del cuore, che lo siate anche voi”. Il profondo del cuore, ossia la giurisdizione segreta del foro interiore. Solo che nel foro interiore di Tortora arringava l’avvocato difensore, il Paracleto; Giorgia Meloni preferisce rimettere la prima e l’ultima parola all’accusatore, il Satana. La questione, come s’intuisce, è tutta teologica e teodrammatica, e con il Natale che incombe è bene che il foro interiore si metta all’opera per giudicare se nello scambio di doni e di auguri possa annidarsi qualche illecito – uno scambio corruttivo, un traffico d’influenze. Il pensiero corre di nuovo a Tortora, e ai ricordi del suo primo compleanno passato in carcere, per una volta al di qua dello schermo: “Sentii Pippo Baudo farmi gli auguri dal video, durante una trasmissione televisiva di Retequattro, ‘nel pieno rispetto della magistratura’. Lì per lì sorrisi perché non immaginavo che, nel rivolgere gli auguri a qualcuno, occorresse sottolineare il proprio pieno rispetto per la magistratura”. Trentacinque anni dopo c’è sempre meno da sorridere, e quasi si fatica a cogliere l’ironia. Buon Natale, nel pieno rispetto della magistratura.

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