Ho un problema. Vedo Davigo ovunque

Guido Vitiello

I primi sintomi si manifestarono una decina d’anni fa, quando il magistrato cominciò ad apparirmi sul divanetto della Dandini. Ora è dappertutto

Mi sento come Nino Manfredi in “Vedo nudo”, solo che io quando accendo la televisione non vedo ovunque seni, cosce e culi. Vedo Davigo. I primi sintomi, dottore, si manifestarono una decina d’anni fa, quando Davigo cominciò ad apparirmi sul divanetto della Dandini. Da allora è stato tutto un aggravarsi. Se capito su La7, poi, le allucinazioni si fanno quasi intollerabili. Vado da Tiziana Panella, c’è Davigo. Vado da Lilli Gruber, riecco Davigo. Vado da Floris, e lui annuncia Davigo. Vado da Formigli, e – cucù – fa capolino Davigo. Poi vado a letto, e sogno Davigo. Vestito, per fortuna. E dire che ci sono più di novemila magistrati in Italia. Dove hanno nascosto gli altri? A volte li immagino tutti con una maschera di Davigo sul volto, come nella locandina di “Essere John Malkovich”. Essere Piercamillo Davigo. Perché vede, dottore, quando non vedo Davigo io vedo comunque facce come il Davigo. L’altra sera c’era Zingaretti, ed era proprio Zingaretti, poi però ha preso a dire che un politico indagato deve dimostrare che è innocente – proprio così, dimostrare che è innocente – e non c’è stato verso, sul suo naso sono spuntati per incanto gli occhialini di Davigo. Sotto questo martellamento, nella mia mente Davigo è diventato prima un personaggio, poi un eroe epico, poi ancora una divinità come Dike o Temi, infine un’allegoria: Davigo è la Giustizia, ed è una giustizia in cui non esiste difesa. E’ troppo chiedere a chi cura il palinsesto delle mie allucinazioni di farmi apparire altrettanto spesso sullo schermo un avvocato?