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La partita di caccia è persa

La volpe Renzi, braccata, incita i cacciatori a sguinzagliare i loro cani anche contro le altre bestiole selvatiche a spasso su quel terreno sovrano che, un tempo, fu la politica

3 Dicembre 2019 alle 06:00

La partita di caccia è persa

Matteo Renzi (foto LaPresse)

La partita di caccia è persa. A quasi vent’anni dalla morte del cinghiale a Hammamet, boccheggiante dopo la lunga rincorsa, la volpe Renzi, braccata, incita i cacciatori a sguinzagliare i loro cani anche contro le altre bestiole selvatiche a spasso su quel terreno sovrano che fu la politica, un tempo, prima che cadessero tutte le recinzioni erette a sua protezione. E li incita proprio in quanto cacciatori, per l’esattezza cacciatori di notizie di reato, uno dei poteri abnormi che il nuovo codice ha assegnato ai pubblici ministeri, e che è tra i presupposti operativi di quella funesta ideologia del “controllo di legalità” che ispira da almeno un quarto di secolo l’associazione venatoria nota come Anm. Non possiamo lamentarci, del resto, se la caccia al politico è regolamentata allo stesso modo delle altre: la legge italiana permette l’accesso dei cacciatori ai fondi privati a prescindere dalla volontà del proprietario, a meno che questo si doti di costosissime recinzioni, e quel che vale per i fondi agricoli dovrà pur valere per i fondi finanziari. La giurisdizione dei pm sulle aree venatorie della vita pubblica italiana è sempre più vasta, e nessun animale della fauna – sedata e addomesticata, ormai, la iena ridens Berlusconi – si azzarda più a sfiorare il pensiero di assegnarle un confine. Come potrebbero, dopo tutto, povere bestioline spaurite? Il meglio che possono fare è aizzare i cani un po’ a destra e un po’ a manca, in una lotta fratricida, finché tutto quel che resterà sarà una distesa di carcasse spolpate.

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Commenti all'articolo

  • Silvius

    04 Dicembre 2019 - 10:06

    Una specie di suicidio collettivo.

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  • J.Wrangler

    J.Wrangler

    03 Dicembre 2019 - 16:14

    Dispiace quando si legge un brutto articolo come questo.Questa"Fattoria degli animali "purtroppo superficiale e buzzurra nella scelta animalier cinghialone e jena ridens da cui,inevitabile,non la"volpe"ma un topolino in mezzo ai due(se non altro nel confronto politico con Craxi e Berlusconi).Capisco la coerenza con l'idea della"caccia"( The dear Hunter e affini ) ma ciò che lei rappresenta è quanto di più lontano dalla realtà del contesto in cui siamo.Da un verso la giustizia(una buona parte di essa)che fa politica per conservare le prerogative di casta con l'unico potere che ha:contro e a tutti i costi della politica eletta che non siano i "soliti noti" e dall'altro i politici.Questi devono dedicarsi all'invenzione di idee politiche e formali(reengineering dell'organizzazione giudiziaria)e non all'invenzione dei partitini: questi, erano canali necessari una volta(fino ai 70/80)oggi ne abbiamo altri a iosa per elaborare e distribuire le informazioni di politica attiva: l 1000 social

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