Supermarket antivirus

Michele Masneri

Chissà come reagirebbe all’assalto degli italici consumatori ghiotti di amuchine e mascherine Amazon Go

Chissà come reagirebbe all’assalto degli italici consumatori ghiotti di amuchine e mascherine Amazon Go, la nuova tipologia di negozi lanciati due anni fa dal gruppo di Seattle, caratterizzati dalla mancanza assoluta di cassieri – prendi quello che vuoi, lo metti nella borsa e te ne vai, grazie a un complicato sistema di sensori e telecamere, e paghi sulla app. Dopo gli esperimenti del 2018 con piccoli negozi di prossimità, adesso ci provano davvero con una serie di supermercati, il primo a Seattle, vicino alla casa madre. E chissà come sarà, appunto. Si era provato quello di San Francisco, su Market Street, poco lontano dall’Hearst Building, grattacielo dei fondatori della stirpe californiana, e lì, la prima contraddizione apparente è che nel negozio senza personale c’era un sacco di personale. Tre commessi con una tutina arancione, sorridenti, giovani, ti spiegano come fare. Scarichi la app, passi il QR code nel lettore, si apre un tornello come nella metropolitana, prendi quello che vuoi e te ne vai.

 

Superato il wow però il negozio appariva triste, vuoto. Turisti raminghi entravano soprattutto per vedere dove sono i sensori che dal soffitto pendono per registrare movimenti e spostamenti. Il negozio senza personale era gelido, forse per raffreddare le decine di sensori. E pieno di addetti. Forse i sensori mi avevano visto perplesso, di fronte anche ai cibi pronti non invitanti, così arrivava una commessa umana a dire: “Salmone teriyaki, non è fantastico? Se non ti va di cucinarlo, puoi chiedere ad Alexa di farlo”. Guardando meglio, sulla confezione c’è scritto infatti “Cucina con Alexa!”, cioè si può comandare all’inserviente virtuale di Amazon, e lei attiverà il forno (il pensiero va sempre a “Io e Caterina”, di e con Alberto Sordi). Poi avevo preso un prezioso cofanetto di “chia pudding” (i semi di chia sono naturalmente un superfood dagli effetti miracolosi), a 5,99 dollari, che mi si era subito rotto sbrodolando tutto. Intanto un messaggio avvertiva: “Complimenti! Hai impiegato otto minuti e trentadue nel tuo giro!”; quindi il tema di questi Amazon Go era forse anche la velocità nel fare la spesa? Ci saranno dei premi per i primi classificati? Però adesso coi supermercati veri cambia tutto, e si vedrà anche come funziona la piena integrazione con Whole Foods, la colossale catena di supermercatoni bio della borghesia riflessiva, che Amazon ha comprato tre anni fa. Le sinergie già funzionano: parte dello spazio degli Whole Foods è dedicato agli Amazon locker; e poi quando vai a fare la spesa, ti chiedono subito, gli ultimi umani alla cassa: “Ha la membership Amazon, caro? La apra, passi il QR code nel lettore, vediamo se ha diritto a degli sconti”. Così Amazon conquista l’ultimo miglio, ti succhia tutti i dati anche dei tuoi acquisti fisici oltre che quelli virtuali, e saprà finalmente tutto anche della tua vita reale: dove stai di casa, e cosa mangi per cena (Alexa, la stessa che ti dovrà cuocere il salmone, è brevettata poi anche in America per capire dalla tua voce se hai l’influenza e suggerirti i farmaci giusti da comprare. Non è ancora testata per il coronavirus, per ora).

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