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Palestrati e insonni

Un gruppo americano ha avuto l’idea giusta: non hotel con uso di palestra ma il contrario, palestre super con un posto dove andare a dormire

8 Dicembre 2019 alle 06:00

Palestrati e insonni

Una scena di Palle al balzo - Dodgeball, un film commedia americano del 2004 scritto e diretto da Rawson Marshall Thurber

Prima o poi doveva succedere, come sa chi viaggia un po’ per lavoro e a fine giornata invece che abbrutirsi in camera tra i cigolii dell’ascensore e le adolescenti americane che stanno festeggiando nella stanza accanto separata da una parete di carta velina vorrebbe abbrutirsi un po’ in palestra e poi piombare in un sonno ristoratore e dimenticare tutto. La vita moderna ha portato molte innovazioni e altrettante nevrosi, ma il mondo degli hotel sembra essere rimasto novecentesco (con la cassaforte, chi mai ha utilizzato una cassaforte, e le prese elettriche centellinate nascoste tra incavi di mobili in noce nazionali, o lenti a contatto essiccate di ignari ospiti, come nell’ultimo romanzo di Camilla Baresani, “Gelosia”, tutto un thriller tra anfratti sentimental- alberghieri. La palestra è però il tasto dolente, dove cadono tutti, anche i più lussureggianti resort.

 

Intanto vale una micidiale legge di Murphy: se ti porti le scarpe da ginnastica ci sarà la piscina, se ti porti il costume ci sarà la palestra, se porti entrambi non ci sarà niente (e comunque le palestre d’hotel spesso si risolvono in tragici tapis roulant impolverati di quelli che si trovano su Internet a 69 euro, ed emettono scricchiolii sinistri dovuti alla plastica di scarsa qualità).

 

Per ovviare a questo problema, e venire incontro alle nostre esigenze di boomers o millennial nevrotici, finalmente un gruppo americano ha avuto l’idea giusta; non hotel con uso di palestra ma il contrario, palestre super con un posto dove andare a dormire.

 

L’idea è venuta a Equinox, colosso del fitness di fascia alta che ha lanciato gli omonimi hotel partendo da New York e dal nuovo insediamento di Hudson Yard. Questi nuovi hotel non hanno solo maestose sale pesi ma anche un’altra caratteristica che va incontro ai problemi dell’umanità odierna: hanno speciali trattamenti insonorizzanti e serramenti in grado di far piombare anche il più insonne in un silenzio micidiale. Le stanze partono da 700 dollari in alta stagione, le amenità comprendono un vasto campionario che spiega molto del gusto odierno, tra letti di fibre naturali, le tende appunto “total blackout”, sistema di filtraggio medicale dell’aria, frigorifero riempito di barrette e integratori invece delle solite schifezze, mentre tra i servizi omaggio se prenoti una “premier room” (a partire da 1.049 dollari a notte) c’è anche una seduta di crioterapia di tre minuti.

Michele Masneri

Michele Masneri è bresciano e vive prevalentemente sull’alta velocità tra Roma e Milano. Scrive schizofrenicamente di cultura, società e architettura. Come molti italiani ha scritto un romanzo, si intitola "Addio, monti", non c'entra con l'ex premier, ed è edito da minimum fax. Usciranno presto in volume i suoi reportage dalla Silicon Valley, dove è stato inviato per questo giornale.

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