Lotta di classe per il regno dei cieli

Michele Masneri

Abolire i voli privati: i laburisti inglesi ci stanno pensando

Non c’è solo Salvini coi suoi voli di Stato sospetti; si sa che l’aereo quando non di linea prima o poi inguaia tutti (ne sa qualcosa Matteo Renzi). Adesso però l’aereo privato c’è addirittura chi vorrebbe abolirlo, in nome dell’ecologia. Secondo la Deutsche Welle, infatti, un volo andata e ritorno Berlino-New York in classe economica produrrebbe 1,5-2 tonnellate di CO2. Secondo la Banca Mondiale lo stesso volo, in prima classe, ne produrrebbe tre volte tanto (il complicato calcolo deriva dal maggiore spazio occupato dai passeggeri abbienti sull’aereo). Volare privato invece peserebbe addirittura 15 volte l’economy, secondo il think tank inglese Common Wealth, che ha proposto l’abolizione di tutti i voli privati entro il 2025 nel Regno Unito (se ci sarà ancora). Il partito laburista ha detto che si sarebbe applicato molto seriamente allo spinoso dossier, se avesse vinto le elezioni. Il problema toccherà da vicino anche gli ecologisti più liquidi: in gennaio, 1.500 aerei privati hanno volato a Davos disseminando evidentemente l’atmosfera di anidride carbonica per ascoltare al World Economic Forum il discorso di David Attenborough su come la suddetta anidride sta uccidendo il pianeta. A luglio, 114 velivoli sono stati parcheggiati invece in Sicilia per portare i loro proprietari carbonici (tra cui Barack Obama e il principe Harry) ad assistere al Google Camp dedicato all’ambiente. Insomma, la questione ambientale sta diventando anche una lotta di classe. Mentre gli acquirenti di business jet continuano a salire: secondo il Wealth Report 2019 del gruppo immobiliare Knight Frank, negli Stati Uniti ce ne sono 13.600 , in Russia ed Europa 2.879. In Asia 487, in Africa invece solo 135.

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