A lezione dal dr. news

Michele Masneri

Scienziato, imprenditore, editore. E ora anche divulgatore contro il coronavirus. Le tante vite di Patrick Soon-Shiong

Se c’è uno Zeitgeist lui vi è immerso fino al collo. Il dottor Patrick Soon-Shiong che sta dando lezioni online su come trattare il coronavirus non è solo un medico-star di origine cinese, ma è anche il recente proprietario del Los Angeles Times e uno degli azionisti di Zoom, la piattaforma che ormai anche le prozie usano per chiamarci nella lunga maratona da Covid-call.

 

Sessantasei anni, uomo più ricco di LA grazie a fruttuosi brevetti per cure anticancro, storia avventurosa, in questi giorni si è lanciato in una serie di conferenze online su come curare la pandemia. “The science behind the Coronavirus with doctor Soon Shiong” è una specie di Quark, otto episodi da mezz’ora ciascuno che vanno in onda sul canale online del suo giornale e lui, lì, elegantissimo, in completo blu, parlata soft, spiega cause ed effetti della pandemia.

 

E’ l’ultima incarnazione di un personaggio già di per sé romanzesco. Famiglia cinese, scappata in Sudafrica dopo l’invasione giapponese, è riuscito a beccarsi in pieno gli ultimi scampoli di apartheid: dieci fratelli, figlio di un droghiere, aveva raccontato in un’intervista qui sul Foglio. Il padre droghiere aveva l’hobby della medicina e guariva un po’ di vicini con le tradizioni di casa. “Ho sempre sognato di fare il medico ma in Sudafrica solo un cinese su 100 poteva studiare. Le scuole dalle suore erano talmente pessime che non c’era un insegnante di scienze, così prendevo dei libri e me li portavo a scuola, e li leggevo”, diceva Soon-Shiong, che è anche un appassionato della carta stampata e alla fine si è comprato appunto il La Times, giornale californiano glorioso ma bollito, che lui adesso sta rivitalizzando. Mettendoci soldi, rilanciando il digitale, importando talenti come Norman Pearlstine, già editor del Wall Street Journal, che lui si è portato a Los Angeles. Soon Shiong punta molto soprattutto sui video grazie anche alla moglie, Michele B. Chan, già attrice in MacGyver, che adesso guida il ramo televisivo delle aziende del marito. Questo giornale lui l’ha strapagato – 500 milioni di dollari, il doppio di quanto il collega Jeff Bezos ha pagato il ben più solido Washington Post – ma i denari non gli mancano, arrivando dai “più di 230 brevetti” che questo singolare medico-editore ha lanciato, a partire dal più famoso, l’anticancro Abraxane, che ha sviluppato in proprio dopo aver fondato un suo laboratorio negli anni Ottanta, e oggi l’ha reso un discreto billionaire con 9 miliardi di dollari di patrimonio.

 

Medico-editore-divulgatore avveduto, è anche uno degli investitori in Zoom, la piattaforma per le videochiamate online che negli Stati Uniti è molto utilizzata da tempo ma che in Europa e Italia è entrata improvvisamente a far parte delle nostre vite in questi giorni di reclusione e di defatiganti chiacchiere di gruppo. Lui aveva visto lungo anche qui: “Conosco il fondatore ed è un business molto promettente e ne vedevo le possibilità: per esempio per la videomedicina: farsi visitare dai migliori dottori a distanza, in un paese sperduto, è una prospettiva molto interessante”, diceva. Il suo talento imprenditoriale pari a quello medico pare che gli sia derivato anche dall’educazione cristiano-pragmatica. “Del resto, ‘no money, no mission’, mi dicevano le suore da cui studiavo in Sudafrica”.

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