Ha stato un caso

Maurizio Crippa

Beppe Sala in versione Jena Plissken in Fuga da New York, la curva dei morti che non scende, e nessuno che dopo quaranta giorni si assuma il rischio di spiegare, o di ammettere: non so

Okkey, staremo fermi, immobili, anzi con le finestre sbarrate per far fuori il sole. Perché ormai l’abbiamo capito, ha stato quel maledetto weekend da coglioni, quelli in Liguria e quelli a sciare, persino a Colere, un posto che non ci andrebbero nemmeno i bergamaschi. E’ successo di tutto, ogni genere di errore, in Lombardia, ormai è chiaro che più tragicamente non si può. Partite di calcio, mancate zone rosse, errori al limite del pensabile di chi doveva smistare il traffico di tamponi, mascherine, ricoveri e case di riposo. Epperò, Milano è blindata d’assedio. Con i posti di blocco, i droni, i controlli fin su alle seconde case. Sarà in funzione un vero “piano anti fuga”. E Beppe Sala in versione Jena Plissken in Fuga da New York: “Troppe auto verso i luoghi della villeggiatura”. E noi in casa, pazienti. Perché si sa: abbiamo stati noi. Però. La curva dei morti che non scende, i contagi pure, la Lombardia che messa peggio c’è solo New York, ma almeno lì ha stato Trump, e i bollettini che non si capisce neanche più se ci sono meno intensivi perché intanto sono morti. E nessuno che, oltre ai numeri, dopo quaranta giorni si assuma il rischio di spiegare, o di ammettere: non so. Solo distinguo sempre più pietosi. Che vogliamo dire? Ha stato un caso?

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"