De Luca è come Trump

Maurizio Crippa

Il presidente della Campania ha tracimato dalla cerchia dei cultori ed è diventato un divo social, superando le visualizzazioni del presidente americano

Un effetto collaterale della pandemia con lockdown pure in coppa a Posillipo è che Vincenzo De Luca ha tracimato dalla cerchia dei cultori della materia (il deluchismo) ed è diventato un divo dei social. In una delle sue ultime dirette video ha superato persino le visualizzazioni di Trump. E per l’appunto qui nasce un dubbio. Ieri, mentre inaugurava un nuovo reparto Covid a Boscotrecase, ha fatto un altro show: “Dobbiamo combattere gli imbecilli doppi: l’imbecille normale è quello che non porta la mascherina; poi c’è l’imbecille doppio, che è quello che  la porta appesa al collo”. Altro record di like. Avrebbe potuto dire: è importante che l’uso delle mascherine sia fatto in modo corretto. I cittadini campani avrebbero capito lo stesso. Invece, come al solito, ha distribuito insulti. Che è la via per avere successo sui social. E magari diventare come Trump. Appunto.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"