Il paziente du' palle

Maurizio Crippa

Il governo ha preso molto a cuore il nostro benessere psicologico, intanto che rischiamo ancora di ammalarci come pazienti N alla decima e, soprattutto, quando usciremo. Ecco cosa hanno in mente

Ieri c’era l’intervista al famoso Paziente 1, Mattia Maestri si chiama. Se l’è vista brutta, non ha colpa di niente e adesso è guarito. Ne siamo felici. Poi, sulla intrinseca necessità dell’intervista per fargli raccontare cosa ha provato, anche boh. Ma pare che la gente ritenga molto importante sapere tutto delle disgrazie altrui. E’ un problema clinico che andrebbe affrontato su scala nazionale, come guardare “La vita in diretta”. Ma il governo ha preso molto a cuore il nostro benessere psicologico, intanto che rischiamo ancora di ammalarci come pazienti N alla decima e, soprattutto, quando usciremo. Il Comitato tecnico scientifico, insieme alla mitica task force, sta preparando un test psicologico da somministrare a un campione di 150 mila persone. Centocinquantamila. Con domande da cui dovrebbe dipendere la nostra salute, meglio di un test sierologico. Tipo: “Ritieni che la tua vita possa ambiare dopo Covid-19?”; “Ti capita spesso di avere pensieri negativi durante la notte?”. Quando avremo finito di essere detenuti, ci ammaleremo di una nuova sindrome: i Pazienti du’ palle.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"