Un po' di meritata Schadenfreude per gli svedesi

Maurizio Crippa

Nel paese scandinavo, che faceva la bella figa che non serviva il lockdown e neanche il distanziamento, i morti per Covid sono oltre 3 mila

La Svezia, che faceva la bella figa che non serviva il lockdown e neanche il distanziamento, loro stanno in salute per merito del Walhalla, è arrivata a contare tremila morti per Covid – su una popolazione come la Lombardia ma senza gli ingorghi e le fabbriche della Valseriana – un numero superiore agli altri paesi scandinavi. Anders Tegnell, l’epidemiologo che ha disegnato la strategia del governo, ha ammesso candido come un pupo: “E’ un numero spaventosamente alto, è stato davvero una sorpresa”. Sorpresa. Ha detto anche, il sorpreso: “Pensavamo che le nostre case per anziani sarebbero riuscite a evitare i contagi”. Maddai. Però i teorici socio-medici svedesi non demordono, uno dice che “è importante capire che le morti di Covid-19 saranno comunque molto inferiori alle morti che un blocco sociale totale avrebbe causato e a un’economia completamente disastrata”. Tremila morti per disoccupazione, nella patria del Welfare state? Mortacci loro. O per dirla elegante, alla tedesca: Schadenfreude.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"