Gallera e l'impossibilità dei lombardi di sapersi guariti

Maurizio Crippa

Ieri l'assessore ha annunciato una “fase 2” del sistema di test e tamponi che d’ora in poi verranno fatti a tutti i sintomatici. Due mesi in ritardo

Faccio un esempio. Un mio congiunto si è ammalato Covid, è stato curato (benissimo) in un ospedale lombardo. Dimesso, ha fatto l’isolamento. Lunedì, a tampone di controllo, è risultato “non negativo”. Continuerà l’isolamento. Bene. Però tanto sua moglie che suo figlio, conviventi, si erano ammalati nello stesso periodo. Segnalazione al medico di base, nessuna indicazione. Malati in casa. Al ricovero del loro congiunto, hanno segnalato e sono stati posti, ufficialmente, in isolamento a casa. Nessun’altra indicazione. A fine percorso (ipotetico) hanno ricontattato il medico, che ha inviato una nuova mail all’Ats. Due settimane dopo il medico ha inoltrato una mail in cui l’Ats comunicava loro la fine quarantena. Senza mai un tampone né prima, né durante, né dopo. Ora possono uscire. Guariti? Contagiosi? O, più che altro, cittadini che si sentono presi in giro? Molto del disastro dell’epidemia lombarda sta qui. Lunedì l’assessore Gallera è uscito indenne da una mozione di sfiducia particolarmente ridicola del Pd. Bene. Ieri Gallera ha annunciato una “fase 2” del sistema di test e tamponi che d’ora in poi verranno fatti a tutti i sintomatici, anche grazie a unità mobili, e l’implementazione dei test sierologici anche in strutture private, eccetera. Bene. Ma il ritardo è di due mesi. I morti tanti.

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  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"