Parlateci di Speranza

Maurizio Crippa

Per poter scegliere gli esperti necessari si deve essere sufficientemente capaci di “farsi dare le informazioni necessarie”. Dev’essere in questa zona grigia che il ministro della Salute è scomparso

Non sono esperto in politologia e non saprei giudicare la carriera emerita di un professore come Gianfranco Pasquino. Però, intervistato da Business Insider, ieri mi ha tolto le parole di bocca, o ha chiarito meglio un mio pensiero. A tema, il rapporto che dovrebbe esserci, nella situazione presente, tra scienza e politica, esperti e decisori. Prende abbrivio dal ministro della Salute, l’impalpabile Roberto Speranza, “colui che dovrebbe invece raccogliere le informazioni e decidere, avendo prima saputo fare le domande giuste”. Ecco il punto. Per poter scegliere gli esperti necessari si deve essere sufficientemente capaci di “farsi dare le informazioni necessarie”. Dev’essere in questa zona grigia che Speranza è scomparso. Ma stiamo tutti a discutere della presenza nel governo di Bonafede.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"