Tedeschi (calcio) solidali

Maurizio Crippa

In Germania i club più ricchi mettono a disposizione risorse per le squadre più povere. Da noi invece garantire la competitività non frega a nessuno

Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, è molto euro-solidale. Il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier, che conta ovviamente di più, molto meno. Ma tant’è, oggi è sabato e nel mondo di prima avremmo parlato di calcio. E c’è una notizia buona che aiuta a capire come i tedeschi siano un popolo organizzato e capace di solidarietà. Almeno tra di loro. Per far fronte al lockdown calcistico, i quattro club più ricchi della Bundesliga – Bayern Monaco, Borussia Dortmund, RB Lipsia e Bayer Leverkusen – hanno creato un fondo da 20 milioni per sostenere le squadre più povere. Quelle che, in soldoni, non potrebbero pagare gli stipendi e dovrebbero vendere i calciatori. E’ vero che con 20 milioni in Germania compri l’alluce di Lewandowski, ma la differenza è che in Italia di “garantire la competitività e fare salvo il criterio di giustizia” non frega a nessuno, stanno a litigare su quando ricominciare e se i giocatori sono disposti a tagliarsi lo stipendio (spoiler: no). I tedeschi sono solidali, tra loro. Noi invece fessi universali.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"