Caro governo, vediamo adesso cosa sapete fare

Adriano Sofri

Con la sconfitta di Salvini e il riequilibrio tra le forze di maggioranza non avete più alibi

La tracotanza di Salvini permise di fermarlo un momento prima che travolgesse gli ultimi argini, e di prendere tempo. Il ripiego aveva due ostacoli così grossi che il tempo guadagnato minacciava di giocare a vantaggio di Salvini e della sua destra: la sproporzione fra la forza parlamentare dei 5 stelle e quella del Pd, e il controllo dei 5 stelle in capo a una testa politica come Di Maio. Salvini, benché non fossero più tempi d’insolazione, ha continuato a giocare al rialzo e ha perso tutta la posta in Emilia-Romagna, i 5 stelle sono sprofondati, e Di Maio con e contro di loro. Ora il governo ha un rapporto fortemente riequilibrato fra Pd e 5 stelle, e Di Maio è rimpicciolito sulla sua misura, in fondo a un cannocchiale rovesciato – con la graziosa rendita di un ministero degli Esteri. Dunque, in teoria, il governo è libero dai due principali ostacoli che ne hanno zavorrato pensiero e azione nell’interregno dopo l’agosto. Per giunta, la rianimazione delle sardine si è dimostrata preziosa quanto capace di discrezione: non hanno voglia di fare i pesci fuor d’acqua. Ora gli alibi degli alleati di governo tutti si sono ridotti enormemente. Vediamo che cosa sapete fare.

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