Appunti sulla traduzione di “Icsando un parafrago”, geniale racconto di Poe

Adriano Sofri

Testatosta, il suo giornale e una cassetta tipografica piena di x

Leggevo il racconto breve e famoso di Edgar Allan Poe intitolato “X-ing a Paragrab”, pubblicato nel 1849, pochi mesi prima della morte. E’ la storia del tipo, Testatosta, che arriva dall’oriente ad Alessandromagnopoli per fondarvi un giornale, ma in città c’è già uno Smith che dirige la sua Gazette. Il neoarrivato pubblica il primo numero con una filippica contro il rivale piena di Oh!, “O tempora! O Mores!”, cui Smith replica sfottendo la sua o-patia. Punto sul vivo, scrive a sua volta un nuovo attacco, un pezzo di virtuosismo giocato tutto sulle variazioni della vocale o: “Lo so. Oh,oh, John! Non fo cro cro se nel bosco non sto” eccetera. Stremato e soddisfatto, affida il capolavoro allo sgrammaticato dodicenne garzone tipografo perché lo componga e lo mandi in stampa. Il ragazzino si accorge con spavento che qualcuno ha manomesso la cassetta tipografica svuotandola delle o: il proto gli dice di sostituirle con le x, la lettera più abbondante del magazzino. Così il testo esce pieno di incomprensibili x: “Lx sx. Xh, xh, Jxhn! Come ti vx? Nxn fx crx crx se nel bxscx nxn stx!” eccetera. Si scatena uno scandalo. Testatosta scompare e non se ne saprà più niente. Poi la gente si placa: “Uno scherzo exellente”, dicono, o “era exentrico”, o “exasperato”. Il ragazzino, quanto a lui, fa l’indiano, e commenta che il signor Testatosta doveva fare a meno di tracannare sempre quella birra XXX.

 

Il sommario è miserabile, il racconto è geniale. Ha avuto un buon numero di traduzioni italiane, la più letta quella di Giorgio Manganelli per l’edizione completa dei racconti di Einaudi. La nota del traduttore comincia così: “Una convivenza di oltre un anno – convivenza quotidiana, coniugale – con Edgar Allan Poe è una esperienza stupenda e stremante: una perfetta luna di miele conclusa con un uxoricidio”. All’inizio del racconto mi colpisce l’allitterazione cercata efficacemente da Manganelli, del tutto assente nell’originale: “Testatosta” (Bullet-head)… Eccola tosto (here we have it)… la testardaggine (the obstinacy)…”. Qualche pagina più avanti la ripete: “Il gran Testatosta si fe’ sordo ad ogni richiesta del testo da stampare” (the great Bullet-head, turning a deaf ear to all entreaties for ‘copy’). Stranamente, se non sbaglio, la dimentica in un altro passo, quando accorcia le parole troppo lunghe, Alexander-the-Great-o-nopolis/Alessandromagnopoli: “… il signor Testatosta capitò a Aless - chiamiamola Nopoli, per brevità” (Mr. Bullet-head found himself in Alex - suppose we call it Nopolis, ‘for short’)” e obstination: “… decise di tener fede alla sua fama di ost - di uomo dai fermi propositi” (he determined to keep up his character for obst - for firmness). Perché non ha riutilizzato la traduzione con “testardo” – “alla sua fama di test -”? Tanto più che seguono le parole “restare” e “restò”. Forse ha preferito non calcare la mano.

 

Non ho confrontato le altre traduzioni italiane. Ne ho visto i titoli, che per lo più rinunciano a rendere l’errore del ragazzino di tipografia, che Poe mette nel titolo: Paragraph cambiato in Paragrab. Titoli come “X-ando un pezzo”, o “X-atura d’un articolo”, o anche “X-atura di un paragrafo”. Solo Manganelli traduce “un paragrafo”. Ho trovato però in rete la tesi di laurea magistrale, a Salerno, di Antonella D’Argenio, che traduce due racconti di Poe – uno è il nostro – e confronta la propria traduzione con quella di Manganelli. Per restare al titolo, lei traduce “Ics-ando un parafrago”. Lo motiva con la tendenza dislessica a invertire l’ordine delle sillabe. Forse non ce n’è bisogno, il ragazzino di Poe non è dislessico, semplicemente “paragraph” è una parola difficile per lui e la sbaglia, “paragrab”. Parafrago mi convince: è esattamente l’errore diffusissimo che fa dire fedigrafo per fedifrago. Mi congratulo, in ogni modo. Mi cxngratulx. In xgni mxdx.

 

P.S. Poe aveva sottovalutato la sinizzazione. Andando a pesca nella rete, mi è saltato fuori un articolo scientifico, “Transition GAN for Visual Paragraph Generation”, per via del nome dell’autore: Eric P. Xing.

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