Comunicare la resilienza

Paola Bulbarelli

“Primum vivere”, la piattaforma di storytelling (gratuita) per aiutare le imprese a resistere

Va di gran moda la parola resilienza, anche quando è inutile. Ma mai come ora ha un senso renderla concreta. Perché bisogna pensare positivo e, soprattutto, diventando utili agli altri. Sono diverse le storie per resistere, reagire, ricostruire. Sec Newgate Spa, società italiana di comunicazione e advocacy, storia milanesissima ma proiezione orma internazionale, in questi tempi senza conferenze stampa e senza meeting ha dato vita al progetto Primum Vivere, una piattaforma di storytelling online per dare voce a storie positive e sostenere l’impegno creativo di tante e diverse realtà italiane. Storie di impresa: aziende grandi e piccole, enti non profit, pubblica amministrazione, università, centri di ricerca. Non ci sono barriere di ingresso per le storie di (stra)ordinaria resilienza e solidarietà che il sito ([email protected]) raccoglie, mette in bella e rilancia, perché possano dare coraggio e idee di creatività al tessuto sociale ed economico del paese. Gli esempi di chi è già partito sono diversi. I servizi assistenziali tecnologici di KOS- Anni Azzurri permettono agli anziani di videochiamare i loro cari, le video chat di AISLA per i malati di Sla, la prima “Guida galattica al coronavirus”, per spiegare ai bambini cosa sta succedendo, realizzata da Pleiadi, impresa nazionale che ha fondato il Children’s Museum Verona. AnotheReality, startup milanese che dal 2014 sviluppa esperienze di Realtà aumentata, Realtà virtuale e Mixed Reality, in questi giorni sta studiando nuove soluzioni immersive per la formazione e il business. “Insieme con i nostri clienti stiamo cercando di capire come la nostra tecnologia possa aiutarli ad affrontare in maniera diversa il futuro” spiega Lorenzo Cappannari, ceo di AnotheReality, perché “c’è una convinzione abbastanza generalizzata che questa situazione avrà ripercussioni dirette o indirette per un periodo di tempo abbastanza lungo”. Tanto lungo che alcune aziende, in particolare quelle che si occupano di organizzazione di eventi e fiere, stanno riflettendo concretamente sulla necessità di cambiare radicalmente il proprio business model. AnotheReality ha già avviato progetti, come MED 3D Lab che aiuta le aziende a far conoscere i propri prodotti e favorisce la collaborazione immersiva, fondamentale per le realtà che si occupano di talk ed eventi.

 

La storia di Daos Group invece è quella di tante realtà che lottano per non affondare ma allo stesso tempo trovano il modo per “rendersi riconosciuta nell’ambito di un’innovazione che renda il futuro migliore”. La sua particolarità è quella di avere una doppia anima: da un lato la progettazione (che continua) e dall’altro la produzione (con i problemi iniziati con l'epidemia che ha bloccato la Cina e l’arrivo di materiali e componenti per alcuni dei prodotti che Daos assembla e collauda, come i respiratori polmonari che l’azienda produce da anni e che adesso più che mai hanno bisogno di essere pronti, visto le necessità del periodo). E Daos si rimette in gioco con un bracciale il cui progetto originale era in grado di rilevare solo i movimenti e il battito cardiaco al quale è stata aggiunta la capacità di leggere due altri parametri, essenziali per verificare lo stato di salute dei malati Covid non ospedalizzati: la temperatura e la saturazione emoglobinica arteriosa. “Quest’ultimo dato, più ancora della temperatura, è proprio indice del progredire della malattia e della necessità di accedere a cure ospedaliere”, spiega Andrea Lombardo, ceo dell’azienda. Caracol ha deciso di dedicare a tempo pieno 15 stampanti 3D industriali del centro di produzione di Lomazzo, in provincia di Como, per la stampa di maschere protettive da destinare a tutte le persone che in questi giorni sono impegnate in prima linea. Le maschere protettive sono stampate con un materiale polimerico ipoallergenico e, grazie alla collaborazione con un’azienda certificata del settore, sono dotate di un filtro elettrostatico antibatterico e antivirale intercambiabile. Per realizzare una mascherina bastano 20 minuti. Per raccogliere supporto sulla produzione di questi dispositivi è partita una campagna di crowdfunding, mentre è già stato avviato il dialogo con vari partner che porterà alla definizione dei beneficiari della donazione. Tutti i proventi della campagna verranno utilizzati per produrre e assemblare almeno 5.000 kit da donare alle strutture ospedaliere italiane.

 

Le forme di racconto che nascono dal confronto con la redazione di primumvivere.it possono essere diverse, dallo slide-show all’intervista telefonica al video. Lo spazio è gratuito e la visibilità assicurata sia dall’attività di comunicazione mirata garantita dell’agenzia sia dalle sinergie messe in campo, come la partnership con Cribis, che promuoverà il sito presso tutti i suoi clienti. “Primum vivere, deinde communicare è una sorta di slogan che abbiamo coniato tanti anni fa – spiega Paola Ambrosino, partner e direttore generale di Sec Newgate – perché, in un mondo spesso preoccupato più dell’apparenza che della sostanza, volevamo sottolineare che si comunica quello che si è e che è la vita che guida la comunicazione, non viceversa”.