Il Gp di Monza tiene duro e stravende biglietti. A settembre ripartiremo?

Paola Bulbarelli

"Può essere una grandissima occasione di riscatto per una zona che è stata profondamente ferita" ci dice il presidente di Aci Italia, Angelo Sticchi Damiani

Le Olimpiadi di Tokyo rinviate al 2021. Stessa sorte per gli Europei di calcio e per il Giro d’Italia. Eppure Monza scommette, fortissimamente scommette, che il Gp di Formula 1, in calendario il 6 settembre, rispetterà la data. “Sono eventi completamente diversi – spiega al Foglio Angelo Sticchi Damiani, presidente di Aci Italia, proprietaria di Sias, che ha in gestione il Gp di Monza – il campionato di Formula 1 si sarebbe dovuto svolgere su 22 gare. A oggi purtroppo l’Australia è saltata e non è un episodio da sottovalutare. Ha rappresentato un modello negativissimo, gli organizzatori, il promotore e i team si sono spaventati. Una trasferta così costosa, con il circus che abita per la maggior parte a Londra e in Italia, che poi finisce in nulla. Bloccare tutto è stata una decisione saggia da un punto di vista sanitario e sportivo, ma per i ritorni di pubblico, diritti tv, è stato perdere in un weekend qualche centinaio di milioni di dollari”. E ora che accadrà? “Il campionato di F1 può essere ridimensionato”. E dunque lavorare per tenere in piedi i prossimi Gp. “I team hanno deciso, in una forma di gentlemen agreement, di non correre se qualcuno è costretto a fermarsi. Il Bahrein ha detto no, così il Vietnam, poi la Spagna, l’Olanda, il Canada e Baku in Azerbaijan. Montecarlo ha rinunciato per la prima volta dal 1955 a oggi. Con un rapido calcolo avremmo nove gare da recuperare e organizzatori che hanno detto ‘dammi una nuova data che lo faccio’”.

 

Quindi Monza rappresenta una data possibile? “Monza è la ripartenza vera o quella più probabile. A settembre la situazione dovrebbe essere serena. E quindi la gente sta già comprando i biglietti per Monza. Ci sono tanti spettatori europei che vogliono vedersi una gara in Europa. L’Olanda, la Spagna sono alla ricerca di una data. E la gente non compra un biglietto per una gara che non abbia una data. La Fia sta cercando di ricomporre un calendario ma hanno paura di sbagliare. Noi siamo un ente pubblico, solido, per cui comprare i biglietti per il Gp di Monza significa la sicurezza di recuperare i soldi qualora accada qualcosa di negativo. E’ giusto per Monza, per la Brianza, per la Lombardia, per Milano. Certo quest’anno soffriremo, non riusciremo a fare quello che avevamo pensato, eventi in Lombardia, in Piemonte e in Emilia-Romagna. Vorremmo coinvolgere due regioni, una perché ha Torino, capitale dell’auto, e l’altra con la Motor Valley, la Ferrari, Lamborghini e Maserati. Territori che meritano un coinvolgimento, in particolare dopo questa batosta sul piano del turismo e della produzione”. Quanto muove economicamente il Gp di Monza? “Abbiamo dato incarico a una società di consulenza di rilevare tutto questo. I dati definitivi non li abbiamo ancora però andiamo oltre i cento milioni l’anno. L’ordine di grandezza è questo”. E’ giusto vedere nel Gp di Monza che dice “si farà” un simbolo di ripartenza di Milano e della Lombardia? “Può essere una grandissima occasione per una zona che è stata ferita profondamente da questa vicenda e che merita molto. Mi sento legato affettivamente alla Brianza, a Monza e a Milano pur essendo leccese e abitando a Roma. I milanesi sono un popolo forte che si rialzerà, con l’orgoglio di essere italiani, convinti di avere una marcia in più”.

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