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La supercazzola sull'etichettatura degli alimenti israeliani prodotti in Cisgiordania

I soloni dell'Unione europea prima si sono giustificati parlando di statuto proprio dei territori di produzione, poi sono arrivati a invitare, nemmeno troppo velatamente, al boicottaggio tartufesco di quegli stessi prodotti

15 Novembre 2019 alle 06:00

La supercazzola sull'etichettatura degli alimenti israeliani prodotti in Cisgiordania

(foto Pixabay)

Non si capisce per quale motivo i soloni dell’Unione Europea abbiano preteso di spiegare l’imposizione dell’etichettatura sulla provenienza degli alimenti israeliani prodotti in Cisgiordania specificando che il consumatore debba essere sempre informato; quindi affermando che i territori di produzione dispongono di uno statuto internazionale proprio; poi aggiungendo che Israele non è entità sovrana; poi ancora con un’intera sfilza di osservazioni e di allusioni francamente arzigogolate e speciose le quali invitano, volendo parlar chiaro, al boicottaggio tartufesco di quegli stessi prodotti. Non si capisce, soprattutto, perché l’abbiano fatta così lunga. Avrebbero potuto, i soloni suddetti, spiegare le proprie decisioni con un più trasparente e assai più comprensibile, poi tra l’altro più veloce: perché noi siamo stronzi.

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Commenti all'articolo

  • Barbara Mella

    15 Novembre 2019 - 15:16

    Cosa non tocca inventarsi per non dover ammettere "sono un antisemita di merda, e per giunta ignorante come una capra"!

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  • ar1ar50

    15 Novembre 2019 - 14:38

    ritrovo "ayler" che pochi secondi fa ho abbandonato dopo che ho letto il suo per ora unico commento all'articolo di Marianna Rizzini sul sindaco di Venezia. Il suddetto dice solo "ci è bastato Galan". A chi, come me, ha visto l'accorato, lucido, informato, calibrato, sensazionale e commovente intervento del sindaco nella conferenza stampa con Zaia, Protezione Civile ecc quel commento, come questo al testo di Andrea's version, fa solo concludere che in Italia non c'è più niente da fare. PS suggerisco di mandare in onda sulle reti nazionali l'appello di Brugnaro così, tanto per far notare la differenza con certe inutili lagne di altri tempi ed altre latitudini.

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  • ayler

    15 Novembre 2019 - 12:05

    La decisione della comunità Europea mi sembra saggia. Questo permette al consumatore di operare una scelta consapevole.

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      16 Novembre 2019 - 19:32

      E se è intelligente e conosce la storia, e la legge, il suo presunto consumatore potrà aumentare la giustizia di questo mondo, comperando non una, ma due bottiglie di vino colla stella blu e bianca sull'etichetta, e raddoppiare il consumo di datteri dalle Palme coltivate dagli Ebrei. Gli altri consumatori potranno invece sceglieyte di riempire i loro carrelli di etici pistacchi Iraniani, di ancora più etici giocattoli cinesi, di banane africane eticissime e di kiwi venezuelani massimamente etici, tutti coltivati da persone libere e ben pagate e meglio trattate, nel pieno rispetto dei diritti umani e geografici e della legge internazionale. Anzi, magari col bollino blu di Amnesty International (organizzazione che si occupa ossessivamente di Israele, chissà da dove viene l'ossessione.)

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    15 Novembre 2019 - 10:49

    Per chi persiste nell'errore riguardo Boris, la Corte di Strasburgo ha appena dimostrato il valore aggiunto di BREXIT. La Corte ha stabilito che gli Ebrei debbano confezionare e poi appiccicare addosso al cappotto-etichetta delle loro bottiglie di vino e alle vetrine-scatole di datteri la Stella di Davide. Questa volta dal cuore pulsante della "grande" Europa il colore scelto per la stella non è il giallo, ma il Bianco e Blu. Quello che i giudici di Strasburgo hanno deciso è che i consumatori europei hanno il diritto di essere intimidati, non informati, ma fomentati. E noi dovremmo accettare questa decisione? Di quantI chili di indifferenza dovremo munirci per poter passeggiare per le corsie dei supermercati e far finta di non notare tutte le stelle e quello che VERAMENTE significano, senza morire di vergogna.

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    • Barbara Mella

      15 Novembre 2019 - 19:49

      Il problema (un problema) è quello: sapranno che cosa sia il senso della vergogna? Se l'avessero oserebbero boicottare le cose degli ebrei come nel '33? Il prossimo passo quale sarà, spaccare le vetrine dei negozi che colpevolmente vendono la merce incriminata? Ricordo, per inciso, i grandi festeggiamenti dei BDS quando sono riusciti a far chiudere la fabbrica Sodastream di Maalè Adumim. Risultato: Israele ha aperto la fabbrica da un'altra parte, e 900 palestinesi sono rimasti senza lavoro.

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      • tamaramerisi@gmail.com

        tamaramerisi

        16 Novembre 2019 - 10:11

        Ricordo, eccome. In Judea Samaria Galilea e Gerusalemme Est gli Ebrei (brutti colonialisti...) hanno costruito (coi soldi delle tasse degli Israeliani) le uniche fabbriche e gli unici ospedali pediatrici e le uniche scuole e università in quei territori (cui hanno accesso, e lavoro, sia Palestinesi che Israeliani !!!) che gli Arabi dal 1948 al 1967 hanno occupato solo per piazzarvi cingolati e mitra, vietando agli Ebrei financo di metterci piede! e mai costruito un tubo - salvo tunnel sotterranei in cemento armato e cablati per infiltrare il territorio Israeliano, ben dentro la tanto sbandierata "linea verde". Dei Palestinesi, a Strasburgo se ne fregano altissimamente. L'unica motivazione è sbattere la Nazione Ebraica fuori dal Medio Oriente, e l'America fuori dall'Europa. I Palestinesi sono schiavi dell'Europa più cieca: quella che non vede cosa è Gaza da quando Israele si è ritirato, sotto pressione mondiale. Le uniche case con acqua, piscine, e luce sono quelle dei ricconi di Hamas.

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    • ayler

      15 Novembre 2019 - 12:09

      Non sono d'accordo. Io finora ho boicottato tutti i prodotti di Israele. Adesso finalmente potrò discriminare quelli che vengono dai territori illegalmente occupati.

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