I momenti fatali (meno uno) raccontati da Stefan Zweig

Andrea Marcenaro

Roberto Fico dice ai grillini che: “C’è bisogno di riflessione”. Un momento fatale, che Zweig non ha avuto il piacere di raccontare

Quei momenti fatali raccontati da Stefan Zweig, così rari da trascendere la contingenza. L’ora di Napoleone a Waterloo, quando il maresciallo Grouchy ricevette un ordine troppo grande per la sua mediocrità; la novità entusiasmante della scoperta dell’Oceano Pacifico; la caduta di Bisanzio; il vagone piombato su cui Lenin salì per attraversare la Germania; le prime parole lungo un cavo transoceanico, nel 1858; Handel, che compose il suo Messiah senza mangiare né dormire; Dostoevskij salvato dalla fucilazione all’ultimo minuto; più altri momenti; più Roberto Fico che: “C’è bisogno di riflessione”, come ha esortato ieri i Cinque stelle. E che proprio quel termine aveva usato: “riflessione”, novità tra le più impossibili e le più fatali di ogni tempo, solo che Stefan Zweig, mannaggia, era da mo’ che era morto.

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.