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Rivalutare gli "infami"

Così le menti migliori di questo paese hanno definito i due genitori che hanno abbandonato il bambino di Torino malato. Eppure dai Diotallevi, agli Esposito ai Proietti, la storia di figli (anche sani) abbandonati dai genitori è lunga

8 Novembre 2019 alle 06:00

Rivalutare gli "infami"

Facciata dell'Ospedale degli Innocenti a Firenze (foto LaPresse)

Infami, nientemeno. I due genitori che hanno abbandonato il bambino di Torino ammalato, secondo alcune tra le anime migliori, non le peggiori, le migliori di questo paese, sarebbero addirittura infami. Però. E allora così, tanto per ridere o per indignarci un altro po’, vorremmo ricordare ai migliori suddetti come tutti coloro che si chiamano Diotallevi, Di Dio, Colombo (dal simbolo dell’ospedale Maggiore di Milano), Esposito, Degli Esposti, Degli Innocenti, Proietti (come si chiamavano i trovatelli a Roma) o Casagrande, o Della Casa (a Genova), o altri, abbandonati da genitori i quali non si sentivano in grado nemmeno di tenere i figli sani, che (stando alle categorie adottate, pardon, dai soliti migliori) sarebbe bastato un pizzico di infamia in più da parte di mammà e sarebbero tutti quanti abortiti o in fondo ai cassonetti.

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Commenti all'articolo

  • maropadila

    08 Novembre 2019 - 12:12

    Ma proprio perchè siamo nel 2019 e, nei secoli, un certo progredire della sensibilità umana è stato registrato, proprio per questo possiamo indignarci contro chi rifiuta il figlio che ha avuto. Si può evitare l'attributo di 'infami" ("non giudicate e non sarete giudicati"), ma dovrà ammettere che resta, quanto meno, lo sconcerto di fronte al comportamento di tali "genitori".

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    • Barbara Mella

      08 Novembre 2019 - 15:03

      Prima di giudicare e indignarsi, però, bisognerebbe anche sapere che cos'è, esattamente, quella patologia, e che cosa significa avere in famiglia una persona che ne è affetta: lei è sicuro che se la sentirebbe? Se pensa che sia come avere un figlio Down, o un figlio cerebroleso, o un figlio tetraplegico, le assicuro che è molto ma molto lontano dalla realtà.

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