Fondazione Milano per la Scala, i bravi privati servono alla città

Paola Bulbarelli

L'ente che ha come unico scopo promuovere e sostenere il Teatro milanese con azioni culturali e di fund-raising, conta oggi circa 700 iscritti dei quali circa la metà ha meno di 45 anni

I nomi sono di quelli che contano. Ma non solo. Perché per la Scala, sono tutti disposti a contribuire e a metter mano al portafoglio. La Fondazione Milano per la Scala riesce a mettere insieme i soggetti più diversi aziende comprese. Nell’ambito Albo d’oro, ci sono Maria Luisa Cintillini Camozzi e Giulia Giovanna Cocchetti Zambelli; Laura Colombo Vago, Luca Formenton Macola, Francesco Micheli, Paola Pavirani Golinelli, Andrea Zegna di Monte Rubello e molti altri. Ma sono 124 i Fondatori Individuali appartenenti al mondo dell’industria e della cultura milanese (tra cui Maria Luisa de Banfield Mosterts, Giuseppe Barbiano di Belgiojoso, Adolfo Beria di Argentine, Dino Betti van der Noot,  Bianca Borletti di Arosio, Carlo Camerana, Alfredo Campanini Bonomi, Antonio Castellini Baldissera, Fedele Confalonieri, Massimo Moratti, Federico Radice Fossati, Urbano Rattazzi) che nel 1991 diedero vita alla Fondazione di diritto privato, dal 1999 diventata Socio Fondatore del Teatro, consolidando l’impegno e il coinvolgimento nella vita scaligera e portando per la prima volta la voce del pubblico accanto a quella dei grandi finanziatori.

 

Milano per la Scala, che ha come unico scopo promuovere, favorire e sostenere il Teatro alla Scala con azioni culturali e di fund-raising, conta oggi circa 700 iscritti dei quali circa la metà ha meno di 45 anni. “La Fondazione è nata quando la Scala non era lei stessa fondazione e per motivi di legge l’unico sistema da parte dei privati per finanziare la Scala era attraverso una fondazione - spiega Giuseppe Faina, da 12 anni presidente - e il nostro statuto prevede che ciò che raccogliamo, fino all’ultimo centesimo, vada al teatro”. La Fondazione  lavora, da sempre, con grande impegno tanto che gli appassionati di lirica, ballo e di tutto quello che avviene sul palcoscenico, e non solo, si sentono parte attiva dell’organizzazione e delle scelte che di anno in anno vengono messe in scena. “Chi si iscrive all’albo d’oro noi lo abbracciamo perché significa che ci porta fondi importanti”.

 

Le quote parlano chiaro: 3100 euro per i sostenitori individuali, 7 mila per le aziende. “Il successo nostro degli ultimi anni è l’arrivo dei giovani che si sono quadruplicati e che sono entrati a far parte della Fondazione, sono 300 , una volta 60 e sono in aumento continuo. Tra di loro s’è formato un vero gruppo di amici”. Poi, chi vuole entrare a far parte di Milano per la Scala, fino a 35 anni paga 130 euro (opera concerto e balletto) ma se aderisce solo al balletto sono 50 euro, dai 35 ai 45 sono 250 euro e poi si passa a 600-800 euro per i senior.  “Ci sono persone che investono molto di più della quota base, per fortuna. Nel 2019 abbiamo erogato al Teatro alla Scala l’importante contributo di un milione e 332.000 euro ben 424.000 in più rispetto al 2018. L’obiettivo che ci prefiggiamo per il 2020 è quello di aumentare il numero dei Sostenitori per supportare con sempre maggiore forza la nostra amata Scala”. Che utilizza i fondi in tre voci fisse. “Come detto tutto va alla Scala che li utilizza come meglio crede. La parte più consistente va all’Accademia, oltre 200 mila euro all’anno, una delle istituzioni più belle che abbiamo in Italia e una delle più rare al mondo, un’accademia che si occupa di tutto ciò che riguarda le arti e i mestieri del teatro dal canto alla musica, dai disegnatori agli scenografi, dal trucco e parrucco. Noi siamo soci fondatori dell’Accademia, istituto a se stante dove la Scala è il più grosso azionista. Speriamo in una futura grande e unica sede. Per ora la sede principale è in via Santa Marta dove si tengono la maggior parte dei corsi mentre la parte del ballo in una via attigua. Una parte al Dam, centro di raccolta dati che contiene tutta la storia della Scala. E poi i finanziamenti per le opere, la parte più importante, perché i nostri mecenati spesso e volentieri preferiscono i fondi siano mirati”. Quindi, una fetta molto importante  finanzia le opere. “Milano per la Scala sosterrà nella Stagione 2019-2020 quattro nuove produzioni d’opera (Tosca, Pelléas et Mélisande, Fedora, La Gioconda) una co-produzione (Il viaggio a Reims) oltre a due nuove produzioni di balletto (Sylvia e Prometeo). Poi c’è l’abituale sostegno all’Accademia Teatro alla Scala, di cui è socio fondatore, con borse di studio agli allievi del corso di perfezionamento per cantanti lirici e ai bambini della Scuola di ballo. Il contributo complessivo previsto nel 2020 sarà di 1.730.000 euro”.