Confindustria, il nord ai blocchi di partenza

Daniele Bonecchi

In corsa verso la poltrona principale di Viale dell'Astronomia ci sono Carlo Bonomi, Licia Mattioli e Giuseppe Pasini

La scadenza ufficiale per presentare le autocandidature era fissata alla mezzanotte di ieri, 5 febbraio. Ai blocchi di partenza, per la corsa verso la poltrona principale di viale dell’Astronomia, risultano essere rimasti in tre, tutti esponenti di imprese del nord, e questo renderà più intrigante la ricerca di alleanze ed equilibri territoriali per arrivare alla scelta del nuovo presidente di Confindustria. Dopo la presentazione delle autocandidature, la procedura prevede il vaglio da parte dei comitati dei “saggi” interni al meccanismo dell’associazione e il successivo via libera. C’è il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi; c’è Licia Mattioli, piemontese, ora vicepresidente con Boccia e con la delega all’internazionalizzazione. E c’è il presidente degli industriali bresciani Giuseppe Pasini. Candidati nordisti per una stagione industriale difficile, con un interlocutore (a Palazzo Chigi) debole e indeciso a tutto sotto il profilo dello sviluppo e dell’attenzione alle imprese. E un po’ di europeismo in più, secondo gli imprenditori, non basta. Il retroscena gustoso delle ultime ore sono le indiscrezione sull’incontro romano tra Bonomi e Mattioli, preludio a un patto, a scongiurare una guerra, si capirà dalle mosse future. L’importante, e l’augurio ai contendenti, è che le legittime ambizioni non mettano in ombra il quadro generale. Che stavolta, e non per campanilismo, riguarda in modo particolare il nord, che non può fermarsi.