Tutti a Zurigo

Daniele Bonecchi

Arriva (presto) da un nuovo tunnel il treno ad alta velocità per la città Svizzera. Interessanti prospettive

Mentre sul versante italiano la Tav per Lione è ancora ai preliminari, italiani e svizzeri, senza alzare polveroni e con efficienza elvetica, entro la fine dell’anno prossimo completeranno galleria e tracciato ferroviario del Monte Ceneri, il secondo grande traforo alpino con la galleria di base del Gottardo (già ultimata). Che permetterà ai treni ad alta velocità di coprire i 280 montagnosi chilometri fra Zurigo e Milano in 180 minuti. Una boccata d’ossigeno anche per l’ambiente, grazie al trasporto merci che potrà finalmente scegliere la ferrovia, con la riduzione di CO2 in atmosfera di sei milioni di tonnellate l’anno. E anche un interessante vantaggio competitivo per i viaggiatori business, molti, sull’asse tra due poli economici e finanziari importanti, che avranno a disposizione una soluzione via rotaia all’aereo. E dove ci sono più alternative, i servizi tendono sempre a migliorare. Ma sono molti i motivi per stringere ancora di più il legame tra Milano e Zurigo, e uno è legato al linguaggio dell’arte e del design. Zurigo non è solo banche e finanza, è una delle capitali europee del design, dell’arte e del suo mercato, con più di cinquanta musei e oltre cento gallerie. Se n’è parlato anche nella sede per eccellenza del design milanese, la Triennale, che proprio quest’anno ha inaugurato una mostra permanente sull’arte della progettazione, “Zurich-Milan, a DESIGNed journey”. Alfredo Häberli, noto designer zurighese che da sempre ha contatti con la città meneghina ha parlato di questa assonanza in Triennale, spiegando come lui, di origini argentine, abbia trovato una “forte sintonia professionale” sia a Zurigo che a Milano. Del resto, forse non tutti sanno che a Zurigo vive e lavora il 28 per cento dei creativi svizzeri, e “soltanto” il 20 per cento dei banchieri.

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