Bambini e violenza

Paola Bulbarelli

Ikea dà una mano a Save the Children per una campagna per proteggerli in casa. Senza nascondersi sotto il letto

Tra un Ekedalen e un Malm, tra un Gronlid e una Strandmon trovano posto dei quadri speciali. Perché una casa, per Ikea, è pure i sentimenti, le passioni, gli affetti, le emozioni. E purtroppo anche violenza, spesso condivisa con i bambini, costretti ad assistere a scene che rimarranno indelebili nella loro memoria. Alcuni di loro hanno immortalato i ricordi con carta e matite colorate, disegni semplici ma toccanti e molto chiari nel voler comunicare un disagio che la multinazionale del mobile democratico ha pensato ora di incorniciare e mettere in mostra nelle sue immense esposizioni. Nel mega spazio di Carugate alle porte di Milano,  uno dei più grandi in Italia, ci sta anche un’installazione, l’unica in tutto il paese, dove sono raccolte le testimonianze audio di cinque bimbi che hanno subito quell’orrendo maltrattamento che non lascia tracce fisiche ma indimenticabili nell’anima. Nasce così #PerUnaGiustaCausa grazie al progetto di Save the Children, sposato da Ikea e che lancia una petizione a sostegno degli orfani di femminicidio per sbloccare fondi importanti destinati alla prevenzione e alle case che potrebbero ospitare le mamme vittime di violenza.

 

La grande azienda, oggi un fatturato di oltre 35 miliardi di euro, ogni anno si concentra su un tema che ha bisogno di particolari attenzioni e visibilità. Ieri, era il trentesimo anniversario della Convenzione Onu sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e Ikea e Save the Children hanno fatto in modo di lasciare una traccia. “In Ikea, ogni giorno, incontriamo moltissime persone e ci prendiamo cura delle case e della vita di tante famiglie, cercando di migliorarla, non solo con i nostri prodotti, ma anche con la nostra visione del mondo” ha spiegato Asunta Enrile, country retail manager e cso Ikea Italia: “Questa relazione privilegiata ci consente di avere un impatto positivo sulle persone, per questo ci attiviamo rispetto a quelle che riteniamo delle vere e proprie emergenze sociali, come il fenomeno della violenza assistita che colpisce in Italia molti più bambini di quelli che possiamo immaginare”. In Italia, in soli 5 anni, quasi 500 mila minori hanno vissuto tale esperienza. Tanti i quadretti appesi a Carugate. E chi non li avesse notati, preso dalla frenesia dell’acquisto, inevitabilmente va a sbattere contro un muro nero alla cassa, lì ci deve passare per forza. C’è scritto, in bianco, “Solo perché non l’hai visto non vuol dire che non sia successo”. E poi: “Ce lo avevi davanti, eppure è passato inosservato. Come spesso accade ai segnali che manda un bambino testimone di violenza domestica”.

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