BoJo a Stonevirus. Fatto

Maurizio Crippa

Ogni nazione ha le sue emergenze. Nel pieno della pandemia globale, quella della Gran Bretagna è scavare un tunnel sotto Stonehenge

Ogni nazione ha le sue emergenze, le sue priorità. Le attuali nostre le sappiamo, anche se in giro per l’Europa non tutti ci prendono ancora sul serio. Comunque, almeno per divagare, è bello scoprire che una delle priorità della Gran Bretagna di BoJo fosse scavare un tunnel sotto Stonehenge: tre chilometri tre. Pare infatti che, avendo quegli imprevidenti druidi scelto di mettere i loro pietroni in cerchio a due passi dalla A303 vicino a Salisbury, ogni giorno nasca un ingorgo di automobilisti che rallentano per guardare, come tanti umarèll davanti al cantiere. Ma adesso oplà, un tunnel e l’ingorgo sparirà. A noi che ancora ci ricordiamo dei governi balzani che scrivevano “fatto!” per ogni cazzata, fa molto ridere che ora il governo pop di BoJo proclami allegro: “E’ uno dei progetti totem che sono diventati simbolo di ritardo e di lungaggini burocratiche… noi ci siamo riusciti”. Intanto che il coronavirus inizia ad andargli per l’orto persino a loro, persino in Premier League. Chiamate i druidi.

Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"