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La panchina restituita e il non diritto di essere cretini

Davvero chi ha compiuto il gesto a Firenze non sapeva cosa stava sottraendo? Cioè negli ultimi anni non ha mai non dico letto un giornale, né acceso una tivù, ma nemmeno sbirciato un social?

22 Febbraio 2020 alle 06:00

La panchina restituita e il non diritto di essere cretini

(foto LaPresse)

A costo di passare per un retrogrado, o semplicemente per un rompiballe “ok boomer”, a differenza dell’assessora al Decoro del Comune di Firenze, Alessia Bettini, e dei giornali che hanno festeggiato come fosse accaduto un miracolo non riesco a “gioire” per la ricomparsa della panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza sulle donne, che era stata rubata in un parco cittadino. Alt, mi spiego. Felicissimo per la panchina ritrovata, ma mi fa incazzare il doppio il cartello con cui è stata riconsegnata nottetempo, scritto a mano su un foglio di quaderno: “Scusate per l’accaduto, non eravamo a conoscenza del significato così importante. Sappiamo che averla riportata indietro non basterà a scusare il gesto indignitoso che abbiamo fatto”. Seguono iniziali di una (doppia) firma. “Un biglietto che sa di giovinezza”, ha scritto Rep. Ma che sa anche di una dose di scemenza inemendabile. Davvero non sapevano cosa vuol dire panchina rossa? Cioè negli ultimi anni non hanno mai non dico letto un giornale, né acceso una tivù, ma nemmeno sbirciato un social? Hanno vissuto nelle caverne? Vanno a scuola? Hanno dei genitori? Essere giovani non è che necessariamente autorizzi ad essere cretini. È un bel problema, perché poi tra qualche anno questi pretendono di votare. E cambiare idea dopo aver toppato di brutto non è un merito. Altrimenti dovremmo ringraziare (“gioire”) per quelli che andavano in piazza con Grillo e si sono pentiti o quelli che erano contro i vaccini e adesso adorano Burioni come Buddha. Se ci pensavano prima ora forse non c’era il coronavirus.

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  • gheron

    22 Febbraio 2020 - 19:12

    Li ricordo, mezzo secolo fa e più, i predicatori sul pulpito in chiesa, spiegare la parola di Dio, incitare la brava gente a ben operare, richiamare sulla retta via i pecoroni smarriti. Pecoroni smarriti... non cretini. Adesso nelle nuove chiese i pulpiti neppure esistono...e nemmeno i predicatori. Smesso l'abito talare e vestiti più modernamente da clergyman, fazzoletto rosso al collo, i nuovi evangelizzatori pontificano dalle redazioni dei giornali e dai tolksciò in TV. Sottrarsi, per noia o per fastidio, alle loro intemerate è peccato mortale. Assente ingiustificato, altro che pecorone smarrito! Più che giusto: "cretino" gli sta proprio bene!

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  • Luca A.

    22 Febbraio 2020 - 10:23

    Bello il non-detto sotteso a questa storia, per cui rubare una panchina in un parco è normalità, purché non sia rossa. Una volta eliminato però il movente sessista-machista e ricondotto il tutto alla semplice ignoranza, per evitare in futuro inutili allarmismi e troppe riflessioni erudite sui destini della società, proporrei l'istituzione di corsi di educazione civica in cui venga chiaramente spiegato alla cittadinanza quali manufatti si possono tranquillamente asportare e quali no. I suddetti manufatti potrebbero, ad uso dei pigri e/o dei daltonici, venire contrassegnati con apposite etichette che ne evidenzino lo status. Costerebbe qualcosa, ma creerebbe lavoro per docenti tipo navigator e tipografie. Oppure converrà, visto che si tratterebbe, causa ignoranza, di un semplice furto di cosa pubblica di cui invece non frega niente a nessuno, non farla tanto lunga e semplicemente dipingerne di rosso un'altra, finché ce ne saranno.

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  • emiliosisi

    22 Febbraio 2020 - 08:00

    Io non sono un millenial, anzi, vivo a Firenze e non sapevo del significato della panchina rossa. Eppure scrivo, leggo, soprattutto Il foglio. Conosco molti amici che ragionano a posteriori (se avessi fatto, visto che è successo….). Non mi sembrano dei geni. Pazienza e com-prensione.

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