Peace & Love and Mattarella, eccolo l'antivirus

Maurizio Crippa

La sorpresa del capo dello stato alla scuola dell'Esquilino è spontanea e allegra

Ci sono certe cose che mettono di buon umore, a prima vista. Ad esempio quando appare tutto a un tratto la normalità. Come la visita a sorpresa del presidente Mattarella all’Istituto comprensivo statale (una volta si chiamavano scuole elementari, ma non c’è più la poesia) “Daniele Manin” di Roma, quartiere Esquilino, zona famosa come multietnica e per una cospicua presenza di cittadini originari della Cina. C’è il video in rete, lui che stringe le mani ai bambini, lui che dice che “amicizia e pace sono la cosa più importante”. I bambini che uno sorride, quell’altro fa il timido, uno tiene il cappuccio della felpa in testa, e tutti che cantano “Fratelli d’Italia”. “Una bella sorpresa, una visita informale”, ha detto la preside. E anche se a vedere il video, e i bambini che stavano per l’appunto parlando dei viaggi di Gulliver “per imparare a stare insieme tutti”, sembra spontanea come un monologo di Sanremo, la differenza è questa: che quelli di Sanremo sono finti come un playback anche se parlano dal vivo. La sorpresa di Mattarella, anche se si fosse fatto precedere dai corazzieri a cavallo, è spontanea, allegra. E soprattutto ha il pregio della semplicità: i ristoranti vuoti, le quarantene piene, le psicosi multiple e tutto il resto. Bastava andare a scuola a salutare i bambini, per sgonfiare la paura.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"