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La toppa e il rosario

Salvini sull’aborto la pensa come Cappato: la contraddizione di consacrarsi al Cuore Immacolato e dire che “ognuno può fare come vuole”

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

18 Febbraio 2020 alle 06:00

La toppa e il rosario

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Ci sono ottimi motivi per non prendere sul serio le sparate di Salvini. L’aborto è uno di quelli, per cui non andrebbe preso nemmeno in considerazione, dacché le sue sparate romanesche contro le donne (“non italiane”) che lo fanno sei volte di fila gratis come se il “pronto soccorso” (sic) fosse un “bancomat sanitario” e fanno spendere soldi agli italiani sono destituite di ogni intelligenza. Non è una posizione “contro l’aborto”, intesa come la intenderebbero i pro life e tantomeno quelli che, da queste parti, insistono a dire che l’interruzione volontaria di gravidanza è uno scandalo etico del nostro tempo declassato a sciocchezzuola. Ma c’è un aspetto che merita qualche riga di attenzione. Per rimediare alla sparata fatta prima, il leader della Lega ha precisato su Facebook che l’aborto “è una scelta che spetta solo alla donna, alla coscienza, alla libertà di scelta della donna… Figurati se Salvini si mette contro l’aborto o il divorzio, sono l’ultimo che può dare lezioni”. Siamo in un paese democratico, persino per Salvini, e ognuno può pensare come vuole. Ma la toppa che lo sventolatore di rosari ha provato a mettere è peggio del buco. Ha detto le stesse cose che direbbe qualsiasi abortista. A lui dell’aborto come problema non importa nulla. La contraddizione di consacrarsi al Cuore Immacolato e dire che “ognuno può fare come vuole”, passi. Fa più specie pensare a tutti quelli che lo votano per i rosari, cioè essendo cristiani perché lo credono cristiano, e poi non dicono nulla scoprendo che la pensa come Cappato. Ma con Salvini si deve parlare, dicono pure certi vescovi. Amen.

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Commenti all'articolo

  • giuseppezavaroni

    18 Febbraio 2020 - 12:57

    Anche i molti vescovi e prelati che piacciono all'avversario del falegname non condannano l'aborto né il dvorzio e anzi hanno dichiarato una certa disponibilità a considerare le ragioni di chi tali atti compie o difende.Mmagari, già che era in vena di baggianate, l'estensore poteva aggiungere un pensierino sul perché quei pastori che la pensano come Salvini non vogliono dialogare con lui.

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