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Cari Amici, care Sardine

In Italia tutti pensano: se vuoi intercettare i giovani, devi andare a cercare i giovani là dove sono, cioè ad Amici. È una forma di autoillusione della nostra politica

27 Febbraio 2020 alle 06:05

Cari Amici, care Sardine

Foto LaPresse

Ci siamo sbombardati per alcuni mesi, tra un pensamento di Piero Ignazi e uno scatarro di Piero Senaldi, un editoriale di Ezio Mauro e persino le sedute spiritiche di Romano Prodi, attorno a un quesito politologico che all’Italia era sembrato, per un po’, cruciale: le Sardine si normalizzeranno? O addirittura: diventeranno un partito? E niente. A noi le Sardine sono state, soprattutto all’inizio e fino alla tranvata di Salvini in Emilia-Romagna, molto simpatiche. Boccata d’aria, allegria invece che odio. Eccetera. Poi è finita così, ieri, mentre tutti dentro di noi pensavano a che fare a Codogno quando hai il coronavirus: è finita che le Sardine si sono normalizzate da sole. Non evolvendo in un partito, ma trasformandosi da amici della democrazia e della bella piazza in ospiti di Amici. Nel senso di Maria De Filippi. E’ stata come una illuminazione. Ecco, erano già questo dall’inizio: carne da cannone per Maria la Sanguinaria. Ma dietro c’è un pensiero, eh, non è che lo sottovalutiamo. In Italia tutti pensano: se vuoi intercettare i giovani, devi andare a cercare i giovani là dove sono, cioè ad Amici. E’ una forma di autoillusione della nostra politica, solo che di solito la magia non funziona. Ci provò Renzi vestito da Fonzie, e sappiamo com’è finita. Ci provò il predicatore Saviano, e non ha smosso un voto né un’anima. Ma la benedizione di Maria De Filippi tutti continuano a pensare che sia indispensabile, se vuoi fare il salto di qualità e diventare l’interlocutore dei giovani. Così stavolta nella sua rete sono finite le Sardine. In bocca al lupo, e magari era il posto loro.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    28 Febbraio 2020 - 09:45

    Nell'antica Grecia nei villaggi se qualche ragazzo cresceva con il cervello bislacco la comunità gli attribuiva una sorta aurea appena sotto alla divinità degli dei . In fondo questo è accaduto con Greta ed ora in Italia con Mattia Sartori. Imitatori scemi esclusi.

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  • lorenzolodigiani

    27 Febbraio 2020 - 14:08

    Caro Crippa, se Conte va dalla D’urso non vedo nulla di male per le sardine dalla Defilippi. Ai sostenitori di questi ragazzi si contrappongono denigratori ipercritici che, senza ammetterlo, un poco li temono perché non sono così sprovveduti come li vorrebbero.

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