La nuova tessera del Pd con gli occhi di Enrico Berlinguer - foto dal profilo Instagram di Elly Schlein

Contro Mastro Ciliegia

Parliamo di foto, simboli e pasticci: una rassegna

Maurizio Crippa

Quando si mescola la politica con le passionacce pop si fanno sempre disastri: è successo con Felipe Anderson, l'Alfa Romeo e in ultimo Elly Schlein. Essere rimproverati da Pierluigi Castagnetti non è proprio una gran cosa

Una volta il gran Massimo Moratti, presidente y compañero, spinto dalla sua tifoseria terzomondista-vip, accarezzò da vicino l’idea di stampare sulla tessera della Beneamata non l’effigie di qualche suo divin puntero, ma quella del Comandante Che Guevara. Lo dissuasero, forse, uomini della statura politica di un Peppino Prisco. Quando si mescola la politica con le passionacce pop si fanno sempre pasticci.
 

Ad esempio finisce che il giornale di riferimento dei tuoi tifosi stampi in prima la figu di Felipe Anderson, ma quello un minuto dopo dà buca alla Giuve e torna in Brasile, e non hai nemmeno il bravo Molinari a bloccare le rotative. O non fai in tempo a chiamare la tua nuova Alfa Romeo con un nome italiano che ti tocca fare marcia indietro per malinteso sovranismo e battezzarla Junior, che poi è pure il nome di un idolo eterno dell’altra squadra di Torino, quella che ha dato il nome a una celebre Ford e a un film del grande Clint. Sbagliare un’immagine simbolo è facile, ma anche letale.
 

Ad esempio stampare sulla tessera del Pd la foto di Berlinguer, dopo aver dato di buzziconi a quelli di Forza Italia perché sventolano quella di Berlusconi, è una triste brutta gaffe. Anche senza che arrivi Castagnetti a bacchettarti sui diti: “Non siamo il Pci, metta De Gasperi”

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"