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Piano con l’entusiasmo

Sviluppare un vaccino non è mai facile, come dimostra anche l’emergenza Covid. Un caso di scuola

10 Luglio 2020 alle 06:00

Piano con l’entusiasmo

(foto LaPresse)

Le strade per ottenere un vaccino contro Sars-CoV-2 sono lastricate di buone intenzioni, ma spesso portano in direzioni diverse dagli annunci trionfalistici, fatti per crescere in Borsa. Moderna, una delle società al fronte dello sviluppo di vaccini, si è scontrata con scienziati del governo degli Stati Uniti sul proseguimento dei suoi studi clinici su larga scala, secondo Reuters. Dopo aver rilasciato il primo lotto del suo candidato-vaccino a febbraio, Moderna ha – stando a quanto annunciato – concluso positivamente uno studio di fase 1. Il governo degli Stati Uniti sta aiutando lo sviluppo del progetto di Moderna con quasi mezzo miliardo di dollari in finanziamenti, e il progetto è uno dei primi ad aver raggiunto la fase di sperimentazioni su larga scala sull’uomo. Moderna è anche una delle cinque aziende farmaceutiche che fanno parte dell’“Operazione Warp Speed” del governo americano, con le altre quattro Pfizer, Merck & Co, AstraZeneca e Johnson & Johnson. 

 

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Il punto del contendere nasce dal fatto che Moderna è una società biotecnologica relativamente giovane e fonti che hanno familiarità con il progetto sui vaccini hanno detto a Reuters che la “mancanza di personale ed esperienza” sta causando il ritardo degli studi su larga scala che dovrebbero provare l’efficacia del vaccino sugli esseri umani. Le fonti hanno aggiunto che Moderna è entrata in contrasto con gli scienziati del governo sul disegno sperimentale e ha ritardato la consegna dei protocolli di prova, opponendosi al parere degli esperti su come eseguire lo studio. Secondo una di queste fonti, Moderna “potrebbe aver rispettato i tempi previsti se fosse stata più cooperativa”. Sebbene Moderna abbia negato qualsiasi illecito, la società ha riconosciuto l’esistenza di “differenze di opinione” con gli esperti coinvolti nel progetto. “Non è stato facile ”, ha detto Ray Jordan, portavoce di Moderna. “Nessuno ha mai fatto nulla di simile prima d’ora – non Moderna, non il Nih e nessuna delle altre aziende”. Moderna aveva annunciato di stare finalizzando i piani per gli studi di fase 3 del candidato che avrebbero iniziato i test a luglio con 30 mila partecipanti. Le recenti notizie hanno ora messo in dubbio il fatto che Moderna sia ancora in grado di iniziare tale fase clinica in questo mese, anche se secondo il dipartimento della Salute e dei servizi umani (Hhs) statunitense tutte le società coinvolte nel progetto del governo sono state “estremamente collaborative “compresa Moderna”. In sostanza, tra gli annunci e la realtà – soprattutto quando ci si basa solo su comunicati stampa, e non su studi robusti pubblicati su riviste peer-reviewed – vi può essere una notevole differenza; e siccome il diavolo è nei dettagli, è bene fidarsi solo di ciò che la comunità scientifica può verificare direttamente, perché condiviso e accessibile a tutti.

Enrico Bucci

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