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Contro i cialtroni dell'acciaio

L’Ilva di Taranto è lo specchio di un paese in guerra contro sé stesso. La verità sull’inizio della fine della siderurgia italiana raccontata da chi l’ha vissuta

11 Novembre 2019 alle 12:33

Contro i cialtroni dell'acciaio

L'Ilva di Taranto (foto LaPresse)

Mi occupo di siderurgia dal 2008, l’anno precedente è stato un anno importante per il settore: fu l’anno record per la domanda mondiale d’acciaio. La domanda di questo metallo è un elemento cruciale perché è un buon indicatore della salute dell’economia in quanto riflette la domanda dei settori consumatori, automotive, elettrodomestico, costruzioni, cantieristica navale, e molto altro. L’acciaio scorre nelle vene dell’economia, fermarlo significa provocare l’infarto dell’organismo. Nel nostro paese la siderurgia ha un valore essenziale per le nostre caratteristiche...

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Marco Bentivogli

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Commenti all'articolo

  • mapatri

    12 Novembre 2019 - 12:17

    Un quadro desolante senza prospettive di riscatto, in parte conseguenza di una pluridecennale martellante campagna contro casta politica, partiti e sindacati. Hanno concorso una molteplicità di fattori, dal sostegno di intellettuali e media alle opposizioni e, massimo tra queste, al partito comunista per ideologia ed equilibri planetari anti sistema, e la classe dirigente conservatrice refrattaria a ogni ipotesi di riforma. O incapace di andare oltre la propria convenienza. Il resto l'ha fatto la saccente pretenziosità di pseudo rivoluzionari che cominciano dalla fine, dal poco che sono capaci di vedere e di capire: il sistema poggia sulla corruzione. Hanno avuto vita facile ma vanno capiti, comprensione che non può essere estesa ai complici che, per un vantaggio tattico, li hanno favoriti.

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