Gli investitori esteri meditano la fuga dall'Italia, dice Merril Lynch

Luca Roberto

Secondo il rapporto mensile della banca d'investimento americana a novembre la fiducia nei confronti del mercato azionario italiano è crollata. In Europa brilla la Francia, mentre Londra torna attrattiva

In un solo mese, l'Italia ha perso ancora più appeal agli occhi degli investitori internazionali, che adesso meditano di ridurre sempre di più la loro esposizione sul nostro mercato. E' il dato più importante a emergere da un rapporto diffuso quest'oggi dalla banca d'investimenti americana Merril Lynch e realizzato, com'è consuetudine, grazie a un sondaggio sottoposto a decine di investitori privati con un volume di capitalizzazione superiore ai 200 miliardi di dollari. 

  

  

Nel complesso tra i mercati azionari sondati, quello italiano è uno di quelli su cui si concentrano le previsioni meno positive: il 12 per cento degli investitori si dichiara propenso a ridurre l'esposizione sul nostro mercato azionario nei prossimi 12 mesi. A ottobre erano il 5 per cento. Peggio dell'Italia fanno Svezia (una contrazione degli investimenti è prevista dal 14 per cento circa del campione) e Svizzera, per cui il quasi 35 per cento degli intervistati ha espresso delle riserve. Di tutt'altro segno la situazione dell'economia francese, che in un orizzonte temporale di 12 mesi sembra più affidabile. Sul successo e la stabilità del mercato azionario d'oltralpe scommette il 26 per cento degli investitori, lo stesso dicasi per il contesto tedesco, nonostante il rallentamento dell'economia e le inedite basse stime di crescita registrate negli ultimi tre trimestri dal paese retto dal cancellierato di Angela Merkel.

  

Un dato interessante: il Regno Unito sembra essere uscito dal guado delle incertezze connesse al destino della Brexit. A ottobre, prima che il premier Boris Johnson riuscisse a strappare alla controparte europea una qualche forma d'accordo per l'uscita dal consesso comunitario, il 40 per cento dei fondi meditava un disinvestimento di massa. I tiepidi segnali di apertura giunti nel frattempo vengono salutati positivamente dal mondo della finanza, che vede per i mesi a venire nuove prospettive derivanti dall'allocazione di risorse a Londra, ritrovando indici di fiducia mai così alti dal novembre 2014.

 

Sullo sfondo rispetto a queste tabelle di gradimento, ci sono le considerazioni generali sullo stato dell'economia mondiale. I ricercatori dell'istituto statunitense notano positivamente che “le preoccupazioni di recessione stanno diminuendo”. Tra coloro che sono stati interpellati per il sondaggio aumenta la fiducia che si ripone in un miglioramento nell'economia globale entro il prossimo anno. Accanto a una prevedibile e continua risalita dell'inflazione, è messa nero su bianco la lista dei principali rischi avvertiti dai gestori di fondi d'investimento: in cima ci sono le ripercussioni della guerra commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina (per il 39 per cento degli intervistati), poi l'esplosione di una bolla nel mercato dei bond (16 per cento), l'impotenza della politica monetaria (12 per cento) e un rallentamento dell'economia cinese (11 per cento). 

  

"Gli investitori stanno provando la sensazione di sentirsi esclusi" (Fomo, dall'inglese Fear of missing out) ha commentato Michael Hartnett, capo della strategia d'investimento di Merril Lynch, "e questo sta incitando una nuova ondata di ottimismo e di esposizione sia verso i fondi Equity che Cyclals (cioè che risentono maggiormente delle condizioni macroeconomiche generali)".

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