Ultimo giorno, ma va là!

Maurizio Crippa

Si dirà che motivi di criticare la Azzolina ce n’è, ma in questo paese di bamboccioni sentimentali ora hanno aggiunto la cattiveria di non fare celebrare l’ultimo giorno di scuola. Peggio dei kapò

Poi va a finire che devono dare la scorta pure alla derelitta ministra Azzolina, ché la minacciano con odio sociale da settimane, peggio di un Fontana qualsiasi. E si dirà che motivi di criticarla ce n’è d’avanzo, ma in questo paese di scarrafoni belli e di bamboccioni maniaci sentimentali ora hanno aggiunto – colpa di qualche bella penna di giornale in cerca di spunto creativo – la cattiveria di non fare celebrare l’ultimo giorno di scuola. Peggio dei kapò. Già avevano iniziato con le ragazzine in lacrime, tipo film di Brizzi: non rubateci la notte prima degli esami, fateci tornare, non amputateci i ricordi che non avremo. Che manco la distopia di Matrix. Ma studiate invece, va! E adesso, l’ultimo giorno. Ah, la sofferenza. Ah, lasciarsi senza la foto ricordo. Ah (pensano i genitori), tutti quei soldi che daremo allo psicologo per lenire il trauma da emozione mancata. Ci si è messa pure la viceministra Ascani, donna di forti sentimenti che però magari, più che all’ultimo giorno, dovrebbe pensare al primo di settembre. Se quei cuori di gesso del Comitato non vogliono, dice, allora si cerchi un luogo all’aperto, un prato, un ameno spiazzo per consentire agli studenti di rientrare e celebrare il sacro rito. E perché non appellarsi anche ai Beatles, “Why don’t we do it in the road?”. Che bella festa, quanto sentimento.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"