Il peggio è già arrivato e fa gli straordinari a Chigi

Maurizio Crippa

I sindacati dei dipendenti nella sede del governo hanno fatto causa al “pro tempore” Giuseppi per violazione del contratto collettivo, smentendo la profezia dell'Oms

Tedros Adhanom Ghebreyesus è il direttore generale dell’Oms e l’altro giorno ha detto: “Il peggio deve ancora arrivare”. Considerando quanto ci azzecchino all’Oms, possiamo farci uno spritz senza distanziamento. Ma applicata alla burostruttura di Palazzo Chigi la sua profezia è ben più veritiera. Lì avvengono cose “infondate” e “temerarie”. I sindacati dei dipendenti hanno fatto causa al “pro tempore” Giuseppi per violazione del contratto collettivo. Durante il lockdown infatti parte del personale è passata in smart working e un’altra lavorava in ufficio, a stipendio pieno, “un solo giorno a settimana”. Cioè: non proprio blindati in casa coi bambini e un pc in due, come milioni di italiani cui pure nessuno ha adeguato il contratto. Il punto è che con l’emergenza gli straordinari erano stati sospesi: “Non è autorizzata la presenza in ufficio per una durata eccedente quella contrattualmente prevista”. Capite? Stipendio sì, ma orbati degli straordinari. Roba da denuncia. Bell’esempio all’Italia che “facciamo tutti la nostra parte”. Che poi, il capo degli Affari giuridici e legislativi di Chigli, Ermanno Di Francisco, colui che ha mozzato le mani agli straordinaristi riducendoli alla fame, è quello che si preoccupava molto che il doppio lavoro di Mimmo Parisi fosse regolare. Il peggio è già arrivato.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"