La doppia Opa

Marianna Rizzini

Casamonica, CasaPound, strade. Raggi in campagna elettorale a sinistra (e a destra)

Davide Casaleggio ha ribadito la necessità di “rispettare la regola dei due mandati”, totem apparente a cinque stelle, ma a Roma è come se non l’avesse detto – e comunque la speranza che in un anno di tempo si possa aggirare l’ostacolo è più forte dei suoi niet. Tanto persiste infatti la speranza, che il sindaco Virginia Raggi, recentemente molto attiva sul fronte auto-propagandistico, sembra non preoccuparsene. Ha cominciato all’ultimo miglio prima dell’uscita dal lockdown, magnificando sui social l’azione propria e della giunta, lei che aveva esaltato la medesima azione propria e della giunta anche all’inizio del lockdown, quando, a leggere i suoi post, pareva esistere, più che l’emergenza Covid, una nuova primavera stradale per Roma. E ora l’atteggiamento del sindaco nella fase di non facile ripartenza economica della città è bifronte: non vuole scontentare la destra sensibile al tema “legalità”, per evitare di lasciare a Matteo Salvini e Giorgia Meloni le praterie abbandonate in precedenza, ma al tempo stesso non vuole sprecare l’occasione che la sorte le ha presentato, non tanto per merito quanto per le circostanze politiche ed emergenziali nazionali, e cioè quella di ricandidarsi, ove la questione dei mandati venisse risolta, con una parte del centrosinistra non così ostile.

 

C’è infatti un governo giallorosso da tenere presente, nel centrosinistra, cosa che non facilita la fase di avvio della campagna elettorale e la ricerca del candidato sindaco. E dunque Raggi plaude, guardando a destra, agli arresti e confische nel clan Casamonica (“vittoria per la città, a Roma non c’è più spazio per l’illegalità… associazione a delinquere di stampo mafioso, usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività finanziaria e intestazione fittizia di beni… a Roma non possiamo più permettere che tutto questo continui a esistere nell’indifferenza come è accaduto per anni. Noi #NonAbbassiamoLoSguardo”). E ricorda il giorno del 2018 in cui le villette dei Casamonica erano state abbattute, e lei si era fatta vedere. Ma anche Salvini si era fatto vedere, lo stesso Salvini che oggi il sindaco combatte a suon di “Roma non ha bisogno di lui”, facendo concorrenza non tanto a lui quanto al centrosinistra. Oggi insomma è un altro giorno, e Raggi, dopo aver esaltato “il programma urbanistico dello Sdo di Pietralata, in prossimità di via Tiburtina”, e i lavori sul mare, e le strade nuove, si fa vedere molto antifascista, contro Giorgia Meloni e contro CasaPound, e intanto dice a “DiMartedì”: “Io di destra o di sinistra? Io sono una persona che lavora”. Non bastasse, i Cinque stelle ora vorrebbero lanciare l’Opa anche su un simbolo della sinistra, la storica sezione ex Pci di via dei Giubbonari, adibendola a infopoint sulla Resistenza.

  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.