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Microbi sulle spalle del gigante Pavese

Einaudi ripubblica le opere più importanti dello scrittore piemontese con le introduzioni firmate Di Pietrantonio, Gardini, Giordano, Lagioia, Scarpa, Starnone, Wu Ming. Una cosa deprimente e insultante

26 Maggio 2020 alle 06:00

Microbi sulle spalle del gigante Pavese

Cesare Pavese (il secondo da sinistra) alla consegna del Premio Strega, nel 1950 (foto LaPresse)

Bernardo di Chartres, nel XII secolo parlasti di nani sulle spalle di giganti per dire la dipendenza, se non l’inferiorità, della cultura moderna rispetto a quella antica, metafora che oggi torna attuale. Perché oggi, 26 maggio 2020, Einaudi ripubblica le opere più importanti di Cesare Pavese e lo fa con le introduzioni firmate Di Pietrantonio, Gardini, Giordano, Lagioia, Scarpa, Starnone, Wu Ming. Se Pavese aveva davvero bisogno di essere introdotto, è una cosa deprimente. Se non ne aveva bisogno, è una cosa insultante (insultante senz’altro l’introduzione del collettivo partigianista Wu Ming a “La luna e i falò”, il libro antiresistenziale di uno scrittore anticomunista). Bernardo di Chartres, sono costretto a modificare la tua frase perché oggi, sulle spalle di un gigante, non vedo dei nani, vedo dei microbi.

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Commenti all'articolo

  • GiovaG

    26 Maggio 2020 - 13:07

    Di che si lamenta!? Sono solo introduzioni (che io di solito salto). Avrebbe voluto farne una anche lui? Avrebbe voluto scegliere lui? Interpretare a modo suo La luna e i falò? Imporre la sua interpretazione? Inserirla nel testo con note a piè di pagina? Con note sovrapposte? Riscrivere La luna e i falò? Le introduzioni non sono importanti, non aggiungono o tolgono ai libri di Pavese: chi ne ha voglia dà un’occhiata ed esprime un giudizio, non preventivo, come questo.

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    • carloalberto

      27 Maggio 2020 - 16:27

      Non la sfiora il dubbio che le opere di Pavese non avessero bisogno delle "introduzioni" di questi ridicoli personaggi di oggi (che oltretutto le fanno solamente per avere soldi in cambio, non certo per arte)?

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      • GiovaG

        27 Maggio 2020 - 17:19

        Non mi piacciono le generalizzazioni. Non tutti sono ridicoli, di qualcuno leggerò l’introduzione, anche per criticarla, eventualmente. Tutti lavorano per avere soldi in cambio, non c’è niente di male. Soprattutto non sopporto i giudizi tagliati con l’accetta su un artista complesso come Cesare Pavese (comunista, anticomunista, partigiano, antiresistenziale). Questi mi sembrano giudizi ridicoli di microbi che vogliono strumentalizzare, forzare, imporre la propria visione del mondo ai giganti (come tenta di fare, en passant, Langone in questo articolo).

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  • luigi.desa

    26 Maggio 2020 - 10:36

    Ahò ma Camillo è sempre un bel peperino e colpisce pure duro !

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