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Sono monarchico perché anti-fazioso

In democrazia per ricavarsi un posticino bisogna dire il contrario di ciò che dice l’avversario. Sempre e a prescindere. La monarchia tende invece a rappresentare l’intero evitando di rappresentare troppo intensamente qualcuno

2 Giugno 2020 alle 06:00

Sono monarchico perché anti-fazioso

(foto LaPresse)

“Doppio peso e doppia misura sono due cose in abominio al Signore” (Proverbi 20,10). Sono monarchico perché la faziosità è caratteristica inestirpabile della repubblica. Oltre che dei media: che ne sarebbe dei talk-show se i politici non fossero accalorati e partigiani? Più che degli uomini è colpa del meccanismo: in democrazia per ricavarsi un posticino, un ruolo, bisogna dire il contrario di ciò che dice l’avversario. Sempre e a prescindere, con cieco manicheismo. La monarchia tende invece alla totalità, a rappresentare l’intero evitando di rappresentare troppo intensamente qualcuno. Ci sarebbe voluto Re Salomone per gestire la pandemia, per ripartire equamente i sacrifici tra statali e non statali. Che il Cielo elargisca, per guidare il dopovirus, una figura monarchica e dunque una figura imparziale (sangue blu non indispensabile, indispensabile una buona bilancia), diversa dal solito politico repubblicano espressione della fazione statal-meridionale.

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  • GiovaG

    04 Giugno 2020 - 12:46

    Il regime fascista non era una monarchia costituzionale, era una dittatura che Vittorio Emanuele III aveva accettato dopo un colpo di stato che aveva agevolato, assumendosi tutte le responsabilità dei disastri e della vergogna che ne furono conseguenza. Fra questi: le leggi razziali. Sul tizio dal grilletto facile e sull’attuale erede al trono, che non conosce il congiuntivo (poverino! è cresciuto in terra straniera, nella miseria, senza una scuola e senza precettori adeguati) è vero: non sono stati sovrani del regno d’Italia. Per fortuna. Dobbiamo ringraziare i circa dodici milioni di italiani che hanno evitato a noi posteri di vivere un incubo. La storia non si fa con i se, però, se tanto mi dà tanto ...

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  • GiovaG

    04 Giugno 2020 - 11:01

    Firmò le leggi razziali perché aveva consentito un colpo di stato ed era rimasto a fare il pagliaccio sciaboletta e ad assumersi le responsabilità del fascismo, una dittatura, salvo cercare di uscirne fuori quando il disastro era ormai completo e definitivo. Sappiamo chi è stato Vittorio Emanuele 3 e come si è comportato nei momenti chiave. Umberto aveva gusti diversificati, diciamo vari e complessi: nella sua breve esperienza di principe ereditario e di re aveva avuto modo di alimentare i settimanali dell’epoca, non proprio quelli che si occupavano di arti, scienze e politica. Sul tizio dal grilletto facile e sull’attuale erede al trono, che non conosce il congiuntivo (poverino! è cresciuto in terra straniera, nella miseria, senza una scuola e senza precettori adeguati) è vero: non sono stati sovrani del regno d’Italia. Di ciò non possiamo che ringraziare la Divina Provvidenza o quei dodici milioni circa di italiani che appiopparono un robusto calcione sulle auguste natiche dell’avo.

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  • GiovaG

    02 Giugno 2020 - 10:29

    Molto divertente! Cosicché ora, secondo Langone, staremmo meglio se al posto di Mattarella ci fosse quella specie di Vanna Marchi erede al trono dei Savoia, per non parlare del padre dal grilletto facile, del nonno dedito ai piaceri della carne (in tutti i versi), del bisnonno, che firmò le leggi razziali (11 novembre 1938, ben prima della guerra).

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    • carloalberto

      03 Giugno 2020 - 14:51

      Firmò le leggi razziali non perché gli piacessero, ma perché era tenuto a farlo. Nelle monarchie costituzionali i re regnano ma non governano. E non fanno colpi di Stato. Del resto anche in età repubblicana abbiamo avuto politici cattolicissimi in teoria che poi hanno firmato leggi mostruose pro aborto. Tra parentesi: nessuno può dire che cosa sarebbero diventati i Savoia se fossero rimasti sul trono. Quelli di oggi sono il frutto del 1946, se proprio vogliamo giocare a causa-effetto (cosa che nessuno storico serio dovrebbe fare).

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      • GiovaG

        04 Giugno 2020 - 02:42

        Firmò le leggi razziali perché aveva consentito un colpo di stato ed era rimasto a fare il pagliaccio sciaboletta e ad assumersi le responsabilità del fascismo, una dittatura, salvo cercare di uscirne fuori quando il disastro era ormai completo e definitivo. Sappiamo chi è stato Vittorio Emanuele 3 e come si è comportato nei momenti chiave. Umberto aveva gusti diversificati, diciamo vari e complessi: nella sua breve esperienza di principe ereditario e di re aveva avuto modo di alimentare i settimanali dell’epoca, non proprio quelli che si occupavano di arti, scienze e politica. Sul tizio dal grilletto facile e sull’attuale erede al trono, che non conosce il congiuntivo (poverino! è cresciuto in terra straniera, nella miseria, senza una scuola e senza precettori adeguati) è vero: non sono stati sovrani del regno d’Italia. Di ciò non possiamo che ringraziare la Divina Provvidenza o quei dodici milioni circa di italiani che appiopparono un robusto calcione sulle auguste natiche dell’avo.

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    • Dario

      Dario

      02 Giugno 2020 - 12:40

      Alla fin fine comunque Langone può stare tranquillo, perché Conte corrisponde al millesimo al suo modello di monarca. Basta solo concedergli l'ereditarietà, ed è fatta.

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