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Morgan, insostituibile campione del distanziamento asociale

Leggo “Essere Morgan” e mi commuove il suo bisogno di torri d’avorio, l’enfatico elitismo, la dichiarazione di appartenenza a una razza superiore e semi-estinta di artisti inarrivabili

28 Maggio 2020 alle 06:00

Morgan, insostituibile campione del distanziamento asociale

(foto LaPresse)

“L’arte ha a che fare con l’insostituibilità, tutte le altre attività umane no”. Sempre alla ricerca di definizioni, figurati se mi lascio scappare la definizione di arte che trovo in “Essere Morgan”, libro per l’appunto di Morgan pubblicato dalla Nave di Teseo. Mi piace il neo-maledettismo, l’assurdo, sfrenato romanticismo di questo musicista molto Bowie e un po’ Beethoven, con qualcosa di Wagner e parecchio di Piero Ciampi. E mi diverte il suo brianzolo oscillare tra il modello-Baudelaire e il modello-Bauscia. Leggo “Essere Morgan” riascoltando “Altrove” (canzone che nel 2003 trovai pretenziosa mentre oggi mi sembra bellissima) e mi commuove il suo bisogno di torri d’avorio, l’enfatico elitismo, la dichiarazione di appartenenza a una razza superiore e semi-estinta di artisti inarrivabili: si riconosca in Morgan l’insostituibile campione del distanziamento asociale.

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Commenti all'articolo

  • davide.lopre

    04 Giugno 2020 - 09:47

    Morgan: un grande artista PATETICO e dispiace che un attentissimo Langone lo sublimi

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  • carloalberto

    29 Maggio 2020 - 22:43

    Morgan asociale? Un asociale va al festival di Sanremo?

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