Fare di un'emergenza virtuosa la regola

Adriano Sofri

La velocità con cui è stato ricostruito il ponte di Genova prova che possiamo fare a meno di una pletora di norme

Luca Bizzarri a “Propaganda Live” si è congratulato per la velocità e la dedizione con cui il ponte (“Un cerotto su una tragedia”) è stato ricostruito, e ha aggiunto che la riuscita è la prova paradossale che “il paese non funziona”. I lavori per il ponte sono avvenuti, ha spiegato, derogando a tutte le regole che d’ordinario presiedono a simili imprese. E’ vero ed è istruttivo. Intanto perché, in giorni sovreccitati sull’emergenza pandemica, l’opera del ponte era stata un’ennesima puntata del ricorso all’emergenza: ordinario è il crollo dei ponti, eccezionale la ricostruzione. E poi, se le regole che inceppano e non di rado sabotano l’efficacia e la ragionevolezza si giustificano con il rischio delle infiltrazioni ed espropriazioni mafiose, un’impresa grandiosa come il ponte genovese ha mostrato, salva prova contraria, di sapersene guardare pur derogando a quelle regole. La morale della storia sembra coincidere con la logica: forse basterebbe fare di un’emergenza virtuosa, come quella genovese, la regola, e riservare la pletora di regole a qualche emergenza cerimoniale, così, per non sentirsene orfani, fino ad accorgersi che se ne poteva e doveva fare a meno.

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