La sedazione, per affrontare più fermamente il virus

Adriano Sofri

Abbiamo fatto l’esperienza larga di una morte domestica di persone anziane, nel modo spaventoso e umiliato di un annegamento. Sarebbe giusto consentire di sollevare questo passaggio estremo dal dolore e dal panico

Quando si discusse dell’autorizzazione a consentire al paziente che, cosciente, lo richiedesse, di ricorrere anche al suo domicilio alla sedazione che gli risparmiasse sofferenze terribili e senza speranza, si sottolineò come fosse rara l’evenienza di malati che morissero così dolorosamente in casa. Ora abbiamo fatto l’esperienza larga di una morte domestica di persone anziane, nel modo spaventoso e umiliato di un annegamento. Non è giusto e necessario consentire di sollevare questo passaggio estremo dal dolore, il panico, la deformazione di sé? Le gare di parole, eutanasia, suicidio assistito, sedazione profonda, suonano oltraggiose di fronte a ciò che tante persone, tante famiglie, hanno vissuto, stanno vivendo. Certo, bisogna maneggiare con molta, moltissima cura. Io chiederei, per me, col kit di mascherine, e il sapone ce l’ho, un farmaco di scorta. Non per cedere al virus, per affrontarlo più fermamente.

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