I ghisa in monopattino manco Burioni li aveva previsti

Maurizio Crippa

Ben prima del lockdown, quando ancora il Covid era una barzelletta cinese, lo avevo scritto, dopo averlo provato: il monopattino elettrico è un salto nel buio della civiltà

Ora, io non vorrei proprio passare per il Burioni della smart mobility, e mai avuta intenzione di portare sfiga a nessuno. Però io, ben prima del lockdown, quando ancora il Covid era una barzelletta cinese, lo avevo scritto, dopo averlo provato: il monopattino elettrico è un salto nel buio della civiltà. Al massimo una cosa da fighetti green lives matter, o da sinistra Ztl. Ma trasportateli in economia di scala e su una città nemmeno enorme come Milano (di Roma non parlo, lì si cade nelle buche anche con le station wagon) e verrà fuori un casino. Giorni fa due ragazze sono finite male in un incidente, anche perché viaggiavano in due sull’audace mezzo. Di pericolosi zigzag sui marciapiedi non si sta manco più a sentire, e ieri i giornali anti-Beppe tuonavano che ce ne sono 60 mila, di monopattini, fissi in sosta vietata. E in tutto questo, di fronte a questo disastro annunciato in cambio dell’illusione di salvare il pianeta, i ghisa che fanno? Bene, “presto a Milano gli agenti di Polizia locale potrebbero sistematicamente girare anche in monopattino per garantire il rispetto delle regole in tutta la città”. E se non credete a me, chiamate Burioni.

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  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"