Buttare giù la camicia

Maurizio Crippa

Brooks Brothers ha dichiarato bancarotta causa coronavirus. Ma vedrai che la salveranno: la button down vale assai più di Alitalia

Che le camicie in politica abbiano sempre fatto fico e portato bene, anche no. Per stare ai disastri recenti, della mitica foto in camicia bianca, Bologna 2014, dei leader quarantenni della nuova sinistra non è rimasto quasi nessun mannequin. Dalle camicie gheddafiane di Varoufakis dovette prendere le distanze sartoriali persino Tsipras, che poi, per sicurezza, ha preso le distanze anche da tutto il resto. Ma in un momento in cui tirano giù tutte le statue, comprese quelle di Lincoln, il crollo delle Brooks Brothers è una coltellata. Lincoln, come informano i manuali di mitologia, fu il primo presidente, di otto, a indossare le camicie dei Fratelli. Pure il giorno che gli spararono. JFK fu il testimonial della Nuova Frontiera e insieme il testimonial della button down tra noi mortali. Tanto che non s’è mai capito se le button down di Veltroni fossero un rimando al bella politica di Camelot o più semplicemente una citazione dei Sixty. Ma ora Brooks Brothers – appartiene a Claudio Del Vecchio, figlio, che nel 2001 aveva sborsato 225 milioni di dollari per il marchio – ha dichiarato bancarotta causa coronavirus (poi dite che la mania di lavorare in tuta da casa non era l’inizio della fine). Vedrai che la salveranno: del resto la button down vale assai più di Alitalia. Ma intanto se ne va un po’ il sogno liberal per maschietti. E soprattutto, Dio non voglia: metti che come unico simbolo della democrazia ci resti la pochette?

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"