La Sirenetta è razzista perché è pesce? O perché bianca?

Maurizio Crippa

A Copenaghen hanno imbrattato la statua della Little Mermaid con la scritta “racist fish”, pesce razzista

Non ne usciremo migliori, è chiaro. Anzi il rischio di ritrovarsi per un quarto persone del XXI secolo e per tre quarti imbecilli si fa vieppiù evidente. A Copenaghen hanno imbrattato la statua della Little Mermaid con la scritta “racist fish”, pesce razzista. E forse è una delle trovate dadaiste più belle di sempre. Oppure siamo di fronte all’impraticabilità di qualsiasi ermeneutica della semiosfera. Pesce razzista perché, poi? Perché il pesce è donna (solo) a metà? Perché la metà fanciulla schiavizza una coda, privandola di autonoma personalità? O magari perché la Sirenetta, schiavista di un Andersen (del resto già processato per istigazione al suicidio, oggi sarebbe femminicida), è bianca? Di fronte a tale borgesiano labirinto di ipotesi che si biforcano, alzo laicamente le mani (o piego il ginocchio, chi lo sa?). Resta che la deriva, ancorché sapida e buffa, è indecrittabile. Forse soltanto un Montanelli potrebbe dirimere la questione, se solo la Little Mermaid, minorenne, fosse pure nera.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"