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Piccola Posta

Un apologo sul razzismo (e sulla mitezza)

Un episodio di calunnia si muta in un caso di giustizia e di perdono. A volte la vergogna è la sola vera pena

10 Luglio 2020 alle 06:00

Razzismo

Manifestazione di protesta contro il razzismo

Aspettando di informarmi meglio sull’appello contro l’intolleranza, riprendo (dal New York Times, nel resoconto che ne fa il Post) una notizia istruttiva.

 

Vi ricorderete della donna, Amy Cooper, 40 anni, che il 25 maggio scorso lasciava correre il suo cocker spaniel in una zona di Central Park in cui i cani vanno tenuti al guinzaglio. Un uomo, Christian Cooper, 57 anni, le chiede di richiamare il cane e tenerlo legato. Fin qui si può simpatizzare con lei, per amore dei cani e antipatia per i regolamenti, ma l’uomo ha, oltre al rispetto per la regola, una sua ragione egregia: è un avid birder, come ha spiegato sua sorella, è lì per osservare gli uccelli – usignoli, cardinali, fringuelli – e i cani sciolti sono degli avid birder, ma a modo loro.

 

Il problema è che, benché abbiano lo stesso cognome – che scherzi – Amy è bianca, Christian nero. Così Amy pensa di castigarlo chiamando la polizia: un afroamericano sta minacciandomi a morte, grida. Conta con naturalezza sul razzismo ordinario, la polizia sarà dalla sua e lui se ne spaventerà. Solo che lui sta filmando la cosa, che poi va su Twitter e viene vista da decine di milioni di persone. La giovane è coperta di insulti e deplorazioni, e perde lavoro e casa. Si scusa, sostiene di non essere razzista.

 

Lui crede alla sincerità delle scuse: lei non si crede razzista, dice, ma il suo comportamento lo è stato. Lunedì scorso il procuratore di Manhattan incrimina la donna per la falsa denuncia, simulazione di reato, e la convoca per il 14 ottobre. Non è un’accusa grave per le conseguenze: un anno con la condizionale, una contravvenzione. L’avvocato di lei attacca la “cancel culture”. Lui, Christian Cooper, comunica di non aver intenzione di sporgere denuncia: “Ha già pagato un prezzo alto: non è abbastanza come deterrente per gli altri? Renderla più infelice mi sembra solo infierire”. Aggiunge che “se il procuratore ritiene necessario perseguirla deve farlo, ma può farlo anche senza di me”.

 

La sua scelta solleva opinioni accese e opposte. A me tutta la storia sembra esemplarmente istruttiva. Il razzismo banale della donna, parente insieme lontanissimo e vicino della naturalezza con cui un energumeno in divisa intima al suo catturato che per la ventesima volta ha detto “Non posso respirare”, “Allora stai zitto”. (George Floyd è assassinato a Minneapolis poche ore dopo l’incidente di Central Park).

 

La considerazione del calunniato che smascheramento e vergogna della calunniatrice siano abbastanza, e non abbiano bisogno di passare per tribunali e carceri, sia pure condizionali. Chi dissente sostiene la necessità esemplare della sanzione giudiziaria. A me esemplare sembra la scelta di Christian Cooper, laureato di Harvard, autore di storie disegnate e collaboratore biomedico. Soprattutto avid birder.

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Commenti all'articolo

  • Carlo A. Rossi

    13 Luglio 2020 - 12:14

    A me, personalmente, questa storia lascia parecchio amaro in bocca. Dove sarebbe la magnanimità di questo signore? La signora è stata filmata, in seguito ad una reazione stupida e malevola da parte sua ha subito la gogna mediatica, ha perso il posto di lavoro, sempre grazie ad un filmato. L'unico utilizzo corretto del filmato sarebbe stato quello di avere una prova a discapito a fronte di una denuncia da parte della signora: di fronte al giudice, senza strepiti mediatici, la cosa si sarebbe risolta in un'ammenda per la mentitrice. Invece no, il video viene diffuso, la malcapitata e sciocca esposta al pubblico ludibrio con annessi e connessi. Ma su questo giornale il garantismo va a corrente alternata? Certo che mi dispiace scriverlo, ma su questo giornale si sta davvero perdendo il lume della ragione, sempre invocato, ma ahimè a sproposito. O sono un bieco razzista anch'io?

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  • joepelikan

    10 Luglio 2020 - 08:43

    A me pare che questo Christian Cooper sia un provocatore e un attention-seeker di prim'ordine. Prima si è posto nei confronti di Amy Cooper con atteggiamento minaccioso (e checché ne dicano i pol.corr., una donna che si trova apostrofata da un grosso energumeno è sempre in una situazione di inferiorità) poi ha sfruttato la reazione giustamente spaventata della donna per imbastire un caso di razzismo (La descrizione di Cooper come "African-American" non era razzista, ma data per consentire alla polizia di identificare il soggetto)

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    • Silvius

      11 Luglio 2020 - 08:51

      Uno dei commenti più stupidi che io abbia mai letto.

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    • sara.romoli74

      10 Luglio 2020 - 18:01

      Ma scherza o è ironico/a?

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    • AlessandroT

      10 Luglio 2020 - 15:56

      @joepelikan veramente un commento atroce. Secondo lei aveva ragione la donna a denunciare il fatto? Lo ha visto il video? Ha sentito la voce della donna mentre lui stava filmando la scena da circa quattro metri di distanza, come se avesse avuto le sue mani addosso? Era minaccioso l'uomo? Di cosa la stava minacciando? Visto che era nero e grosso allora aveva motivo di sentirsi minacciata? E con i tempi che corrono secondo lei una donna bianca ha il diritto di chiamare la polizia per essere stata "apostrofata" da un uomo di colore? Sono senza parole.

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      • sara.romoli74

        10 Luglio 2020 - 18:06

        Ma no! Che esagerazione. In quanto grosso e nero questo signore avrebbe dovuto immedesimarsi nella povera signora bianca e maleducata con cane sciolto, rinunciare a quello che stava facendo per non turbarla e in fondo comprendere che era giusto cosi...

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      • Ago68

        10 Luglio 2020 - 16:35

        @joepelikan Ecco, se fossi un "grosso energumeno" (laureato ad Harvard), forse potrei perdonare Ami Cooper, ma Lei, caro signore, sicuramente non la perdonerei.

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