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Stati d’emergenza e stati di allucinazione

Mette paura il pensiero che la Protezione civile resterà in azione (o inazione, per dir meglio) e che a far da bidello alla riapertura della scuola ci sarà Arcuri

11 Luglio 2020 alle 06:00

Stati d’emergenza e stati di allucinazione

Preparativi per gli esami di maturità al Liceo Parini durante l’emergenza coronavirus (foto LaPresse)

A un presidente del Consiglio che riesce a sollevare con un “eppur si muove” 78 dighe mobili in Laguna senza versare una goccia, finisce che sia concesso tutto. Ma “ragionevolmente”, come precisa lui: tipo annunciare che lo stato di emergenza proseguirà dopo il 31 luglio, ma abbiamo capito che vuol dire fino al 31 dicembre. Il che significa che si andrà avanti con i Dpcm (e non sarebbe neanche male, a dirla tutta). Mentre mette paura il pensiero che la Protezione civile resterà in azione (o inazione, per dir meglio) e che giocoforza a far da bidello alla riapertura delle scuole ci sarà il commissario Arcuri, non bastassero i software planimetrici e i banchi dinamici di Azzolina. Ma se è stato d’emergenza, così sia. Sorge però un dubbio: se c’è lo stato d’emergenza, com’è che ormai andiamo tutti al mare come fossimo guariti? Intanto l’Oms dice che siamo soltanto all’inizio del disastro, ma l’Oms che c’azzecca? Ma lo dice anche Fauci, e questo fa più paura. Infine lo dice anche il prof. Ricolfi, quello della pandemia signorile di massa: con una seconda ondata sarebbe “a rischio la nostra civiltà”. E delle due l’una: o siamo in stato d’emergenza, o siamo agli stati di allucinazione. In ogni caso, keep calm e saturate bene, nel weekend.

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